Temperiamoci

Per uno stile di vita ispirato alla Dottrina sociale della Chiesa

In questo libro ho desiderato condividere con molti, ma in particolare con i giovani, quanto sia necessario, oggi, modificare il nostro stile di vita a partire dagli insegnamenti della Dottrina Sociale della Chiesa.

Introducendo il n.76 del Catechismo della Chiesa cattolica, che cita l’importanza dell’interesse della Chiesa agli aspetti temporali del bene comune in quanto ordinati al Bene supremo, nostro ultimo fine, definisco la dottrina sociale come “l’annuncio di fede del Magistero di fronte alle realtà sociali”.

Proseguo parlando delle scelte e delle conseguenze delle stesse che ognuno di noi è chiamato a fare e di come le virtù, come la temperanza, possano suggerire e consigliare la scelta migliore. Spesso, infatti, alcune scelte subite o fatte in prima persona influenzano dunque la realizzazione o la non realizzazione del bene comune.

In quasi tutto il libro, sottolineo l’importanza del “limite”, prendendo spunto anche da alcune meditazioni di don Luigi Maria Epicoco e dell’Arcivescovo Giuseppe Satriano.

Il limite visto come risorsa per imparare ad essere “veramente se stessi”.

La “paura della mancanza del benessere”, la mentalità del “tutto e subito”, la “mercificazione della persona”, l’incapacità di stupirsi della realtà che ci circonda presi da un’insana velocità nelle relazioni e nell’acquisto ed uso delle cose, necessitano oggi un severo cambiamento di rotta.

In questo sarà fondamentale “affrontare ed interiorizzare il cambiamento del proprio stile di vita” e ciò richiede un “cammino conoscitivo interiore” ribellandosi alla mediocrità, alla banale omologazione.

Bisognerà dunque “ripensare alla radice il modello economico”, ripartendo dalla centralità della persona. Mi permetto di indicare “interessanti” propositi da mettere in atto in famiglia come eliminare la plastica, usare i mezzi pubblici e condividere l’auto ecc.

In conclusione sviluppo il concetto del “temperarsi”, del passare da un approccio di vita “stemperato” ad un modo di vivere che prende spunto dalla quarta virtù cardinale, la Temperanza.

Termino il libro con la citazione di Mons. Giuseppe Satriano, Arcivescovo di Bari-Bitonto, che sottolinea come “l’abitare il limite “sia il punto di conversione che ci riguarda tutti, imparando uno stile di sobrietà e di verità arrivando ad una libertà autentica, ovvero ad una libertà che sa bene di essere limitata.