Ogni atto di acquisto è un atto morale. I Cristiani sono consapevoli?

Penso che per tutti, e non soli per i cristiani, essere buoni cittadini significa esercitare i nostri diritti contemporaneamente ai nostri doveri, sapendo assumere coraggiosamente le conseguenze delle nostre libere scelte, assumendoci la responsabilità dell’indipendenza personale che ci spetta.

Un cristiano forse dovrebbe aggiungere la consapevolezza che per essere capace di prendere decisioni moralmente giuste, non deve trascurare mai la sua buona preparazione intellettuale, professionale, e la ricerca della verità su fatti e problemi della vita della sua comunità. 

Per non fare di questo ragionamento qualcosa di astratto, mi viene facile fare questo esempio.

Tutti sappiamo che il “politico di professione” (come un’azienda) risponde sempre ai bisogni del mercato. Ed il mercato (elettori e consumatori) in questo caso siamo noi, e quello che chiediamo (domanda) lo rendiamo evidente con i nostri comportamenti e con ciò che acquistiamo e consumiamo. 

Se i cristiani continuano ad affollare gli ipermercati la domenica a quale nuova proposte di legge potranno pensare in parlamento nella prossima imminente legislatura? 

Che dite, potrebbero pensare di “aumentare le ore di lavoro domenicale (detassandole) sino alle 24,00”?  Oppure trasformare tutti i sabato in “notti bianche ai centri commerciali”?  

E se gli ipermercati, la domenica restassero vuoti? Cosa direbbero in parlamento o cosa chiederebbero le aziende (offerta) al parlamento? Che ne pensate di questa: “Facciamo una legge per favorire l’apertura – all’interno dei centri commerciali – di ospedali, chiese, luoghi di culto in generale, boschi con isole pic-nic, piscine”.

E’ carina vero? Forse l’hanno già pensata veramente.

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