La massificazione dei giovani, consumatori efficienti.

In balia dei propri impulsi

Indirizzare i giovani verso uno stile di vita autoreferenziale, è il grande progetto della civiltà dei consumi per trasformarli in consumatori sempre più efficienti.

Il mito del successo, dell’affermazione di sé, sembrano costituire le uniche narrazioni valide e funzionali al raggiungimento di una pienezza e di una soddisfazione personali.

Il modello economico vigente, finalizzato all’ottimizzazione dei profitti, trae vantaggio dalla polverizzazione del senso di appartenenza a una comunità e dalla segmentazione delle identità. 

In balia dei propri impulsi, i giovani, cercano una definizione di sé in ciò che il mercato – imponendo bisogni superflui – proporrà loro come “necessario”. 

La massificazione

La personalizzazione dell’individuo (perseguita dai regimi totalitari, e quale diretta conseguenza della civiltà dei consumi) che chiamiamo massificazione, è divenuta un orizzonte programmatico dell’economia globale e a farne le spese sono principalmente le nuove generazioni. 

Dinanzi alla sconfortante realtà di individui sempre più isolati, compratori distratti e spettatori alienati delle odierne brutture, è necessario ed urgente proporre ai giovani una offerta diversa – uno stile di vita nuovo – quale via d’uscita da questa condizione esistenziale asfittica e solipsistica.

Può esserci molto utile leggere l’ultima enciclica di Papa Francesco “Fratelli tutti” (specificatamente capitoli 12 e seguenti) dove ci spiega come questa progettualità dissennata si palesi in «forme di colonizzazione culturale» che azzerano le differenze, uniformandole a un ipotetico modello “standard” di vita dove la giustizia, la solidarietà, il bene comune, non rientrano più in quella descrizione dell’esistenza che racconta la vita di un uomo come buona e degna di essere vissuta.

13 commenti su “La massificazione dei giovani, consumatori efficienti.

  • Non posso che provare sgomento nell’apprendere di un progetto che tende a desensibilizzare verso gli interessi comuni, a formare individui che fanno riferimento esclusivamente a se stessi e che tendono ad ignorare tutto ciò che non rientra nella propria sfera d’interessi.
    Ricordo ancora le parole della nonna paterna……….. non fare agli altri quello che non vuoi per te……………. ama il tuo prossimo come te stesso…………. Insegnamenti indelebili che non lasciamo spazio all’ individualismo.
    Cari saluti Roberto.

  • Caro Roberto il rischio c’è ma i giovani che ci vivono vicino saranno aiutati più dal nostro esempio che dalle nostre parole. Mi sembra che ci sia bisogno di santi più che di comunicatori.

  • Trovo incomprensibile il costrutto dell’argomento, al limite con note di schizofrenia culturale. Vero è che la teologia della creazione è caduta in oblio di una teologia della relazione molto più moderna, più condivisibile, ovviamente più apprezzata dai non credenti.

  • Caro Roberto,
    la massificazione dei consumi rappresenta la conseguenza di una la società che misura il suo benessere con l’aumento del PIL senza limitazioni, dimenticando che abitiamo un pianeta con risorse finite, che dovremmo invece proteggere per lasciarlo migliore alle future generazioni. La logica maggiori consumi, maggiore produzione più lavoro ha ormai i giorni contati.
    Ciao caro amico

  • E’ più un problema del mondo occidentale e industrializzato come dire di un miliardo di persone ormai in preda ad una frenesia di consumare cose, affetti, valori il tutto segno di una inarrestabile decadenza. Ma il mondo è abitato da altre sei milioni e più di altre persone che, se non si faranno corrompere, sostituiranno gli “stolti” del primo gruppo. Facciamo sempre in tempo a ravvederci e ciascuno di noi può agire dando esempio virtuoso.

  • Caro Roberto,
    nella “Fratelli tutti” si contano 8 capitoli e non contiene il testo in grassetto. Comunque al di là del possibile refuso, posso anche sbagliarmi. Sono sicuro che mi correggerai. Intanto, non potendo leggere i testi che indichi non saprei cosa Papa Francesco possa aggiungere ai tuoi pensieri.
    Il tema della “massificazione” e, aggiungo, del “conformismo” non sono stati scoperti dal liberismo attuale, dalla cultura attuale, ecc.
    Citami una sola associazione o partito (sic!), di qualsiasi epoca, tipo e genere, che non sia inquadrabile in un «libero e democratico esercito di conformisti uniti per difendere…», ad esempio, un dogma, un principio, una causa ecc.
    Ciononostante, non esiste liberismo che possa promettere o comprare l’eternità
    Perciò, ringrazio ogni giorno il Signore di avermi chiamato alla vita senza la quale non avrebbe avuto mai inizio «qui ed ora la mia gioia eterna».
    I giovani questo lo capiscono da soli!
    Basta dirglielo!

  • I giovani sono sommersi da imput comunicativi indirizzati verso cose inutili , sono smarriti non hanno riferimenti validi e si affidano spesso a spacciatori di idee . Se trovano una guida ascoltano sono vogliosi di conoscenze ognuno di noi deve essere guida per i giovani ascoltiamoli e ci seguiranno.

  • Aggredire la mente dei giovani, stracolmi di energie e di entusiasmi ma con capacità critiche non sempre mature, è una tattica già vista come insegnano le dittature di ogni colore del secolo scorso. Una tattica che funziona e che oggi è stata mutuata dai nuovi potentati, quelli economici e finanziari. E’ chiaro che, in una fase di blackout di genitori e nonni (intendo le ultime due generazioni prima di quella dei ragazzi di oggi) che si sono discretamente defilati dal ruolo di modelli ed educatori, i giovani hanno attinto i comportamenti e gli ideali là dove li trovavano. Tristemente si può ricordare che una volta i modelli – positivi e negativi, sia ben chiaro – li identificavi attorno a te e in una cerchia ristretta (genitori, insegnanti, amici), oggi un tweet, un messaggio televisivo o un filmato su internet raggiungono in un istante tantissime persone, con un potere di persuasione fortissimo. Quindi, rimbocchiamoci le maniche e torniamo a farci sentire, ma non con le parole, con l’esempio.

  • Mi piace pensare che questo percorso di valorizzazione culturale di recupero di tradizioni lontane ma profondamente radicate e di contrasto alla massificazione, comporti come conseguenza anche un più forte recupero dei valori umani.
    Non sono molto d’accordo nell’usare il termine Massificazione,
    perché, intende soprattutto sottolineare gli aspetti negativi della società di massa, cioè la tendenza all’omologazione dei gusti e delle idee. Inoltre, bisogna partire dalla conoscenza delle specifiche caratteristiche della società, oltre, a individuare gli aspetti sottostanti dei comportamenti e soprattutto evitare di confondere i tanti assordanti fenomeni “social digitali” che ci circondano con i reali comportamenti delle persone.
    I giovani hanno delle potenzialità, ma, hanno anche bisogno di attenzioni affinché si sentano ascoltati/capiti e valorizzati.

  • E’ urgente far recuperare ai nostri giovani i valori più genuini quelli per “i quali vale la pena vivere la vita” ;sarebbe necessario farli recuperare un pò a tutti quanti noi ma per i giovani è piu urgente perchè hanno maggiori potenzialità di rovinare tutto in maniera irreversibile..il problema serio è “come fare” :magari indurli a fermarsi un attimo per riflettere e fargli venire dei dubbi sarebbe già una cosa importante.e le parole giuste sono un mezzo potente oltre che l’esempio.Grazie per gli spunti di riflessione che sempre mi offri e ti auguro un Buon Natale.

  • indubbiamente c’è un decadimento di valori nella società dovuto in parte alla “massificazione” ma anche a modelli sociali basati su individualismo – voglia di successo facile …etc ,che portano a una seria emergenza sociale con l’aumento del disagio dei giovani , della povertà , dell’emarginazione .
    I media dovrebbero occuparsi di questa emergenza . In un Paese dove già incombe rabbia e intolleranza il ruolo dei media e della Politica è determinante per orientare le attenzioni e l’opinione pubblica verso temi di solidarietà , , umanità e sostenibilità .
    I giovani hanno bisogno di insegnamenti ed educazione al bene comune attraverso gli esempi e non seguire il modello di massa dei likes del pensiero mainstream

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