… la sua applicazione e il Crocifisso.


Nell’anno in cui l’Unesco festeggiava il sessantunesimo anniversario (10 dicembre 2009) della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo abbiamo visto la Corte Europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo condannare lo Stato Italiano a rimuovere il Crocifisso dalle aule scolastiche perché lesivo del diritto dei genitori di educare i figli secondo le personali convinzioni e della libertà religiosa degli alunni.

Nella veste di presidente del club Unesco di Bari ho pensato di condividere con voi una riflessione scritta, su questo evento, dal prof. Giuseppe Maiorano. 

CONSIDERAZIONI LAICHE SUL CROCIFISSO

Accogliendo una istanza della madre di due  ragazzi che nel 2001 si sentì offesa dalla presenza del simbolo del cristianesimo nelle aule dell’istituto Vittorio da Feltre di Abano Terme. La corte europea ha altresì condannato lo Stato Italiano a pagare alla signora Soila Lautsi, casalinga di  origine finlandese, la somma di 5.000 euro come risarcimento per il danno subito. La signora in questione  si è rivolta alla Corte Europea di Strasburgo dopo che la Corte di Cassazione italiana, il TAR del Veneto, la Corte Costituzionale ed il Consiglio di Stato avevano rigettato la sua istanza sancendo che la croce è uno dei valori della vita civile, simbolo della storia, della cultura e dell’identità italiana partendo da una riflessione di un non credente dichiarato, Benedetto Croce:
”Il Cristianesimo è stato la più grande rivoluzione che l’umanità abbia mai compiuta: così grande, così comprensiva e profonda, così feconda di conseguenze, così inaspettata e irresistibile nel suo attuarsi. La ragione di ciò è che la rivoluzione cristiana operò nel centro dell’anima, nella coscienza morale, una nuova qualità spirituale, che finora era mancata all’umanità” (Perché non possiamo non dirci cristiani – saggio, 1942).
E’ da precisare che la corte europea dei diritti dell’uomo è un organo politico del Consiglio d’Europa e non della UE e che ha solo una funzione di indirizzo ma non giurisdizionale, salvo la condanna al risarcimento di 5.000 euro per il danno subito e che mi ricorda lontanamente il pagamento dei trenta denari elargiti all’Iscariota per il tradimento di Gesù. Trattandosi di una sentenza di indirizzo e non giurisdizionale gli atei, gli anticristiani e i pseudo cristiani di casa nostra (e non solo) possono mettersi l’animo in pace perché lo Stato Italiano avrà anche  l’obbligo di versare i 5.000 euro alla danneggiata ma  non ha l’obbligo di rimuovere il crocifisso dalle aule scolastiche. E molti in Italia, laici e cattolici, di sinistra, di centro e di destra hanno visto in questa sentenza  un tentativo ideologico e culturale fin troppo evidente  per  continuare a scristianizzare l’Europa e l’Italia in modo particolare.    
Senza entrare nel merito della sentenza della Corte Europea, peraltro oggetto di numerosissime considerazioni negative espresse da esponenti della cultura,  della politica e della stampa di orientamento sia laico che cattolico, mi preme considerare una stretta analogia tra i principi della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo del 1948, oggetto di vigilanza e difesa della Corte Europea di Strasburgo, e l’insegnamento di Gesù Cristo contenuto nel Vangelo.
Si legge infatti testualmente negli articoli 1,2,3:
1.Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.
2: Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciati nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione.
3. Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona.
A ben riflettere tali principi sono stati enunciati per la prima volta, peraltro in maniera molto più esplicita e radicale, da un personaggio vissuto dall’anno zero all’anno 33, cioè Gesù Cristo. Si può non credere alle sue affermazioni di essere figlio di Dio e di essersi incarnato per la redenzione del genere umano, ma non si può non credere  che per la prima volta qualcuno abbia parlato di amore inteso nel senso più ampio della parola come amore oblativo e non solo sentimento, fondamento dell’amore del prossimo e quindi a cascata della fratellanza fra gli esseri umani, la solidarietà, la filantropia, il bene comune, le virtù umane; e quindi i precetti morali di non uccidere, non rubare, non dire falsa testimonianza, Per la prima volta è stato affermato il concetto di libertà (“la verità vi farà liberi”), e quindi condanna della schiavitù, emblema della potenza dell’impero romano. Gesù Cristo ha desacralizzato il potere assoluto sulle persone e sulle cose  da parte di Cesare (“date  a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio…”) riconoscendo all’Imperatore il potere civile e i suoi diritti, rilevando in pari tempo la necessità di adempiere fedelmente i propri doveri ma rispettando anche i superiori diritti di Dio in materia di libertà religiosa. Con Gesù inizia veramente la storia della libertà umana: la libertà di amare il prossimo, libertà di amare la moglie, i figli, di far bene il proprio dovere.
  Ha insegnato la giustizia (“Ai pubblicani che gli chiedevano: Maestro che dobbiamo fare?- Non esigete nulla più di quanto vi è stato fissato, e ai soldati: non maltrattate e non estorcete niente a nessuno…Lc3,14) . Infatti il peccato più grave dei pubblicani consisteva nell’approfittare della posizione privilegiata di collaboratori del potere romano per arricchirsi a spese del popolo israelita. Di qui l’esortazione ad esigere da parte di tutti un profondo rinnovamento interiore nell’esercizio stesso della professione, tale da vivere le norme della giustizia e dell’onestà.
 Ha insegnato a considerare che tutti gli uomini sono uguali anche se appartengono a razze, culture e religioni diverse ((…Ebrei e Gentili, Parti, Medi, Elamiti e abitanti della Mesopotamia, della Giudea e della Cappadocia, del Ponto e dell’Asia, della Frigia e della Panfilia, dell’Egitto e delle parti della Libia vicino a Cìrene, stranieri di Roma, Cretesi e Arabi…At. 2,8).
Ha difeso gli zoppi, storpi, ciechi, paralitici, peccatori, pubblicani,  lebbrosi, malati, poveri…
Ha esaltato la nobiltà della donna con la scelta di Maria come madre di Dio; ha mostrato rispetto e  considerazione per la donna peccatrice che versa olio profumato sul proprio capo (“Perché infastidite questa donna?Essa ha compito un’azione buona verso di me. Mt 26, 10), Ha difeso la donna adultera (Chi di voi è senza peccato scagli per primo la pietra contro di lei”- Gv 8,1-11), Ha esaltato i meriti della povera vedova (“questa invece nella sua miseria ha dato tutto quanto aveva per vivere” Mc 12, 41).
E’ con Gesù che i bambini diventano persone: “…Perciò chiunque diventerà piccolo come questo bambino, sarà il più grande nel regno dei cieli.. Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino e fosse gettato negli abissi del mare”(Mt 18,4-6).
Ha esortato alla buona convivenza (“Ricorda a tutti di non parlare male di nessuno, di evitare le contese, di essere mansueti, mostrando dolcezza verso tutti gli uomini” Tt 3, 12), a vivere le virtù che rendono più gradevole e facile la vita quotidiana: in famiglia, nel lavoro, nel traffico… l’affabilità, la benignità, l’indulgenza, la gratitudine, la cordialità, l’amicizia, il disinteresse, la comprensione, lo spirito di collaborazione, l’ottimismo, la lealtà, l’allegria….
Tutti concetti di natura laica e non religiosi, prerogative antropologiche, di natura, intese come salvaguardia della conservazione della specie umana; ed in quanto tali universalmente accettabili da tutti gli uomini, di ogni  razza e  religione. Leggendo il vangelo, che non è un libro di catechismo ma la testimonianza di eventi storici realmente accaduti, si scopre che il concetto di rispetto della dignità della singola persona umana deriva dal fatto che è stata creata ad immagine e somiglianza del Creatore, ed è dotata di una prerogativa soprannaturale che si chiama anima, destinata all’eternità ed alla gloria di Dio. Si può non credere alla connotazione soprannaturale dell’anima, alla persona umana fatta a immagine e somiglianza di Dio, a Dio stesso; ma non si può ignorare che per sostenere tale insegnamento Gesù Cristo sia stato condannato alla morte per crocifissione, la peggiore e infamante delle morti a cui può essere sottoposto un individuo.  Sbandierare ai quattro venti il rispetto della dignità della persona umana su cui si fonda la Dichiarazione Universale del Diritti dell’Uomo del 1948 avulso dalla radice  storico-culturale dell’insegnamento evangelico di Cristo è quanto meno segno di ignoranza colpevole.
Il credente invece ha ricevuto col battesimo l’inestimabile dono della Fede che gli consente di vivere con visione soprannaturale queste verità, di credere alla verità storica della venuta di Cristo Figlio di Dio per la redenzione dell’umanità, che ha assunto la natura umana per rendere partecipe la persona umana della natura divina e che la osservanza delle virtù umane è finalizzata alla salvezza dell’anima ed alla santificazione della vita quotidiana.
Ma non è solo un insegnamento o un esempio: con i Sacramenti della Chiesa è Gesù stesso che vive in ciascuno di noi aiutandoci a vivere santamente le realtà quotidiane.
Gesù – dice la Chiesa – non è venuto solo per civilizzare il mondo, ma per santificare gli uomini (S. Agostino), per renderli, da bestiali, in divini (Benedetto da Norcia).
Giuseppe Maiorano, 15 dicembre 2009