Una impresa innovativa e solidale


Desidero condividere con voi, in particolar modo con i miei colleghi imprenditori e imprenditrici, questa magnifica esperienza di impresa che in modo sistemico entra a far parte del circuito: solidarietà e sussidiarietà.

Le donne di Monteisola, sul lago d’Iseo, e quelle della regione costiera di Colombo nello Sri Lanka sono unite simbolicamente da un “insieme di corde fitte” che grazie ad un’iniziativa tutta italiana mira alla ripresa dell’economia cingalese.

Il progetto si chiama "Le reti della solidarietà femminile" ed è stato realizzato da Pia Cittadini, imprenditrice bresciana il cui interesse per il lavoro femminile ha contraddistinto la sua personalità sin dai tempi dell’università. Dopo la laurea in Scienze politiche, ha incominciato a lavorare nell’azienda del marito, una delle maggiori nel settore della produzione di reti.
Nel 2007, dopo lo tsunami, Pia ha attuato il progetto con l’aiuto della fondazione Tovini di Brescia. L’idea iniziale è stata di inviare, nelle zone colpite dal maremoto, le reti da pesca grazie anche alla collaborazione della Caritas. Successivamente ha previsto la costruzione di un retificio meccanico e la conseguente formazione della manodopera che per il 90% è femminile. Ha dato così a queste donne la possibilità di far ripartire l’economia del paese partendo dall’attività ittica, principale fonte di sostentamento dello Sri Lanka.
“Ha un significato particolare – spiega – che siano proprio le donne a essere le protagoniste di questa rinascita. L’ultimo anello della catena sociale trova così la sua forma di riscatto”.

La collega Cittadini insieme ad altre imprenditrici ha dato origine inoltre ad un altro progetto chiamato Femminile Plurale che si appoggia alla rete di Confindustria. ”E’ un’associazione che sostiene il lavoro delle donne a tutti i livelli dell’impresa, dalle giovani imprenditrici fino alle operaie.”
 “Uno dei doveri di un imprenditore – precisa Pia Cittadini – è la responsabilità sociale. Per noi questo significa mettere il nostro patrimonio di esperienza al servizio degli altri”.

L’imprenditrice bresciana, ha sempre avuto una sensibilità particolare per il prossimo, in particolar modo per le donne, di cui ha cercato di migliorare le condizioni di lavoro. Ecco perché nella sua azienda, la Cittadini s.p.a. che produce reti da pesca da 75 anni, più della metà dei dipendenti sono donne che possono contare su orari flessibili e part-time nel rispetto del loro ruolo di lavoratrici e di madri.

Fonte: Cfr. la rivista PRESENZA, N.3 – maggio-giugno 2009  – Università Cattolica del Sacro Cuore