Un paese italiano che vive per un futuro sostenibile

Il paese di Monteveglio,  borgo sulle colline bolognesi è il primo in Italia dove è in vigore una delibera comunale che dichiara “politica prioritaria” la “fuoriuscita dal petrolio e dai combustibili fossili”, con l’obiettivo di diventare “un Comune Post Carbon”.
I cittadini organizzano gruppi d’acquisto per comprare pannelli solari, corsi di allevamento e di produzione del pane, ed esiste una “Banca della memoria”, vietata ai minori di 60 anni, per salvare i saperi tradizionali,
e usano il “piedibus” (progetto nato in Danimarca per promuovere l’esercizio fisico dei bambini che vanno a scuola in gruppo, accompagnati da due adulti, seguendo un percorso stabilito e raccogliendo “passeggeri” alle fermate a orari prefissati) di cui ne ho parlato nel libro dePILiamoci).
 
Monteveglio è il pioniere in Italia del movimento Transition Towns (Città di transizione), avviato nel 2005 a Kinsale, in Irlanda, dal giovane ex pubblicitario inglese Rob Hopkins. Che un giorno, resosi conto quasi per caso dei rischi corsi da un sistema totalmente dipendente dagli idrocarburi, aveva immaginato un’alternativa.
 
A Monteveglio, ufficialmente “in Transizione” dal 2008, le iniziative si moltiplicano, non tutte inventate dai “transizionisti”: il gruppo ha sostenuto e incentivato proposte già esistenti, come il mercatino del riuso organizzato dalla comunità di Sant’Egidio, secondo il principio per cui bisogna partire dall’esistente – valorizzando talenti ed esperienze locali – e collaborare con tutti, mettendo al bando le ideologie.

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