Riflettere sulla crisi, da minaccia ad opportunità

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In quattro laboratori di Audacia Imprenditoriale, presso la Confindustria di Bari, un buon numero di imprenditori si è riunito per cercare le modalità con le quali trasformare la crisi in una opportunità di crescità. E come la Confindustria possa essere un acceleratore di questo processo.

 

 

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Ecco alcune proposte elaborate da Roberto Lorusso

Imparare a Produrre dalla fine

Abolire i magazzini sia di materie prime che di prodotti finiti. Acquistare solo sul venduto. Consentire che i clienti si personalizzino direttamente su web anche prodotti complessi (con grandi quantità di varianti per la loro personalizzazione d’uso e di gusto) che vanno dall’abbigliamento alle biciclette, ecc.
Dobbiamo invertire la logica con cui fare impresa, e scrivere/disegnare i processi aziendali partendo dalla fine: anziché dalla produzione, dobbiamo partire dalla richiesta del cliente e poi risalire la filiera produttiva.

Pensare al Riuso come Futuro

Abbiamo bisogno di pensare a prodotti che una volta diventati rifiuto (per una qualsiasi ragione) ci vengano restituiti, e noi ne riutilizziamo parti da reinserire nel nostro processo produttivo.
«Le nuove tecnologie forniscono interessantissime opportunità a chi vuole introdurre nuovi prodotti coerenti con la logica della riduzione del consumo (spreco) di risorse.
Le imprese possono uscire dal circolo vizioso dell’usa e getta (che mette il consumatore sempre più frequentemente nelle condizioni di cambiare marca) e puntare alla realizzazione di nuovi prodotti che rispondono ai bisogni dell’uomo di oggi e che per la loro realizzazione richiedono nuove figure professionali da occupare».
Con il riuso, quindi, non si guarda indietro ma si guarda solo in avanti: nuove materie prime, nuova progettazione, nuove competenze, ecc. In questo caso, riuso vuol dire futuro.

Ridefinire Il modo di vivere la globalizzazione

La globalizzazione (o per alcuni la sola internazionalizzazione) ha sempre un dare ed un ricevere.
Diventiamo un’azienda globale se pensiamo ed agiamo come un’azienda globale. Non possiamo pensare sempre e soltanto alle solite merci da dare ai nuovi mercati. Dobbiamo pensare a culture degli altri mercati da introdurre nella nostra azienda. E con questa nuova cultura presentarci agli altri. Siamo azienda globale anche se facciamo fatturato solo nella nostra regione di produzione, ma il nostro processo produttivo e il nostro prodotto sono ispirati dalla cultura di una piccola comunità africana.

Ripristinare la verità nelle relazioni

Si parla spesso di operazioni commerciali win-win. Quelle in cui vincono entrambi (o tutti se si è più di due). Ma ancora oggi tra le persone di una stessa organizzazione o tra le imprese è al quanto naturale scoprire grandi insuccessi (inefficienze, partnership fallite) perché le relazioni non sono improntate alla verità.