Volti e figure della crisi dell’Italia, oggi.


Monastero di Camaldoli – VIII colloquio del gruppo “OGGI LA PAROLA”
Occhi aperti sulla crisi – 30 ottobre 2009

TAVOLA ROTONDA: VOLTI E FIGURE DELLA CRISI DELL’ITALIA OGGI.
 

Intervento di ROBERTO LORUSSO per dare avvio al dibattito.

Dove sono i volti e le figure?

• Scoprirli è difficile. E perché ci risulta difficile scoprire i veri volti e le figure che hanno dato vita alla crisi?
• Perché noi ci ostiniamo a puntare qualcuno (il nemico possibile, il colpevole ideale) senza osservare le sue relazioni. Cioè guardiamo  gli individui ma non guardiamo le loro relazioni.
• Purtroppo: le persone non si possono conoscere e comprendere  – e quindi darle un volto – se non andiamo ad approfondire le relazioni che loro vivono.

Come si leggono le relazioni?

• Le relazioni si leggono, si interpretano, si approfondiscono, solo se approcciamo il fenomeno in modo sistemico. Cioè, rappresentato, mediante i circuiti causa – effetto.

L’approccio sistemico

• Serve a conoscere ed approfondire tutte le relazioni e non solo quelle di prossimità al fenomeno (problema/bisogno). 
Detto metaforicamente, l’approccio sistemico serve a guardare il tutto ed i particolari: consente di osservare la foresta, gli alberi, i rami, le foglie e le loro relazioni.

Come leggere un circuito causale

• Per apprendere ciò, proviamo a leggere in modo sistemico (circuitale) i due elementi (le due variabili) che compongono il bene comune: Il principio di solidarietà ed il principio di sussidiarietà.
• Il Papa (al numero 58 della Caritas in veritate) dice che solidarietà e sussidiarietà, devono essere utilizzati in modo sinergico ed equilibrato: “Il principio di sussidiarietà va mantenuto strettamente connesso con il principio di solidarietà e viceversa, perché se la sussidiarietà senza la solidarietà scade nel particolarismo sociale, è altrettanto vero che la solidarietà senza la sussidiarietà scade nell’assistenzialismo che umilia il portatore di bisogno”.

Il significato dei segni del circuito

• Il segno meno (-) vuol dire che le due variabili cambiano di significato in modo inversamente proporzionale (se la prima cresce la seconda diminuisce, se la prima diminuisce la seconda cresce);
• Il segno più (+) ci dice che la variazione avviene in modo direttamente proporzionale (se cresce una cresce l’altra, se diminuisce l’una diminuisca l’altra).

Quindi:

• Se aumenta la solidarietà cresce l’assistenzialismo (+) la cui decrescita si ha se cresce la sussidiarietà (-); come il suo continuare a crescere può annullare la sussidiarietà (-).
• Se aumenta la sussidiarietà cresce il particolarismo sociale (+) che può essere frenato solo aumentando la solidarietà (-). Un aumento del particolarismo sociale determina una diminuzione della solidarietà (-).

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Come è stato interpretato lo sviluppo sino ad oggi

• Il Circuito che segue dimostra la insostenibilità del modello economico fondato sul supersviluppo della produzione di merci.
Ha tutti segni positivi; non vi sono effetti di retroazione di tipo negativo.
• Il supersviluppo potrebbe continuare all’infinito sino alla distruzione dell’uomo. Servono elementi causali che riportino lo sviluppo ad essere utile all’uomo, alla sua crescita sia materiale che spirituale.

La mercificazione dell’uomo

• Il supersviluppo incrementa la necessità di globalizzare l’economia che a sua volta scatena la crescita di due fenomeni: l’eclettismo culturale e l’appiattimento culturale. Il primo a sua volta favorisce il relativismo che non consente l’integrazione delle culture. Il secondo produce l’omologazione dei comportamenti e degli stili di vita. Entrambi generano la separazione della cultura dalla natura umana. Questo fenomeno da un lato produce il sottosviluppo della morale e l’assolutismo della tecnica e dall’altro rende l’uomo solo un dato culturale non più legato alla sua trascendenza. L’uomo diventa strumento manipolabile e servo della cultura delle merci e della crescita del PIL.

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Una lettura della crisi

• La crescita a tutti i costi (per dimostrare agli altri capi di governo, quanto si è bravi a far crescere il PIL) produce la crescita delle ineguaglianze e della povertà con effetti negativi sulla coesione sociale. La diminuzione della coesione sociale ha effetti negativi sulla democrazia, incrementa il mancato rispetto delle regole della convivenza civile, sino ad erodere il capitale sociale di una comunità, di una nazione. La conseguenza evidente è la sfiducia, la paura e l’insicurezza. Il tutto a ridurre i consumi e a far accrescere la crisi.

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