Nuovi indicatori del benessere

Vi riporto quanto ho ascoltato di recente dalla voce di Enrico Giovannini che raccontava i contenuti della sua esperienza con la commissione Stiglitz: “In quella sede abbiamo formulato numerose raccomandazioni, sintetizzabili  in cinque messaggi chiave.
Raccomandazioni: 
 
• invece di concentrarsi su un concetto di produzione, qual’è il PIL, si deve privilegiare la misura del benessere economico delle persone; 
 
• non esiste una misura singola che possa dar conto di tutte le varie dimensioni del benessere e gli indicatori compositi non sono una risposta soddisfacente, così come la misura della felicità; 
 
• non potendo avere un unico indicatore, ci si deve concentrare sulle dimensioni rilevanti per il benessere degli individui e in particolare sulle seguenti otto: 1. lo stato psicofisico delle persone, 2. la conoscenza e 3. la capacità di comprendere il mondo in cui viviamo, 4. il benessere materiale, 5. l’ambiente, 6. i  rapporti interpersonali e 7. la partecipazione alla vita della società e 8. l’insicurezza. Le dimensioni del benessere identificate dalla Commissione coincidono quasi perfettamente con quelle definite dall’OCSE, che, come detto, definisce il progresso  come un aumento del “benessere equo e sostenibile“; 
• la sostenibilità non è solamente un fenomeno ambientale, ma comprende elementi di carattere economico e sociale e può essere misurata solamente guardando agli stock di capitale che la generazione attuale lascia in dote a quelle successive (stock di capitale prodotto, di capitale naturale, di capitale sociale e di capitale umano); 
• per rendere operative le raccomandazioni della Commissione ogni paese dovrebbe costituire una “tavola rotonda sul progresso“, cui  dovrebbero partecipare rappresentanti di tutte le componenti della società. 
 

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