Neo-Liberismo, Terra e Pandemia. Quali relazioni?

Neo-Liberismo e Pandemia

Ci siamo orami resi conto come le scelte politiche di orientamento neo-liberista hanno ritenuto conveniente, da molto tempo, disinvestire sulla sanità pubblica – sacrificando la prevenzione e la sicurezza[ – al fine di aumentare il rendimento e la competitività.

Ancora oggi si continua la produzione ininterrotta di armi mentre vengono a mancare i dispositivi sanitari di base.

Il neo-liberismo che ha indotto prendere decisioni con l’obiettivo di massimizzare i capitali mostra oggi, chiaramente, come si è riusciti a contenere a fatica la diffusione del contagio, con il risultato di un incremento dei costi economici che gravano a loro volta sulla salute e sul reddito delle fasce sociali più povere.

È anche evidente come la stessa tenuta sociale di intere Nazioni è risultata compromessa dall’impossibilità di contenere i focolai, finendo per esporre le persone più fragili (gli anziani, i malati di lunga degenza, i portatori di handicap) a un rischio di mortalità elevatissimo. 

Purtroppo, abbiamo constatato che tenere in piedi un sistema economico sia ritenuto più importante di salvaguardare la salute delle persone de dell’ambiente.

Neo-Liberismo e Terra

Infatti, fattori come l’inquinamento, la deforestazione, l’impoverimento della sostanza organica e della fertilità dei terreni, la carenza di risorse idriche, i processi di desertificazioni in vaste aree del pianeta, l’impiego eccessivo di prodotti chimici in agricoltura, la produzione esorbitante di rifiuti, la riduzione della biodiversità, i cambiamenti climatici, hanno un forte impatto sulla salute dell’uomo. 

Terra e Pandemia

Nel presentarsi come una crisi planetaria, la pandemia ha anche posto in luce come il destino comune di tutti gli esseri umani sia strettamente connesso al futuro bio-ecologico del pianeta.

La crisi pandemica ci ha mostrato, così, l’urgenza della salvaguardia del creato come necessità fondamentale per l’uomo.

Conclusioni

L’emergenza Covid-19, quindi, ci invita a frenare la corsa alla ricchezza a tutti i costi e a minimizzare l’impatto della presenza dell’uomo sul pianeta. 

La natura ha dei diritti e la rigenerazione della società non sarà possibile finché non saranno riconosciuto e rispettati. 

Per curare la “casa comune” dobbiamo fare nostro l’invito di Papa Francesco di contrastare subito il processo di deterioramento culturale ed etico che è stato messo in atto dalla economia neo-liberista.

Causa ed effetti della relazione

Il circuito causale rende evidenti gli effetti del “deterioramento culturale ed etico” del mercato e della società, voluto dal Neo-Liberismo come strategia per massimizzare i profitti.
Nessuna etica e nessun investimento negli strumenti per curare e salvare la vita delle persone che subiscono anche un aggravio di costi per tutelarsi e curarsi dalla pandemia.
L’economia del “profitto prima di ogni cosa e a tutti i costi” deturpa la terra, la inquina sino a far generare eventi disastrosi che colpiscono persone e territori per effetto del cambiamento climatico che essa stessa ha fatto generare.

Dove agire per trasformare questa economia?

Per guarire la terra e dare salute alle persone occorre curare l’economia dal male dell’egoismo.

22 commenti su “Neo-Liberismo, Terra e Pandemia. Quali relazioni?

  • carissimo Roberto,
    ma quale spavento? infatti inizi la tua email simpaticamente con “non spaventarti”!
    sono invece felice che tu mi consideri e la valutazione del tuo articolo che posso fare è eccellente.
    Innanzitutto la tua capacità sintetica in senso filosofico, quella cioè di offrire un’interpretazione
    di un determinato evento in chiave analitica, enucleando i vari gangli del problema per ottenere in chiave induttiva un’ermeneutica universale di quanto accade, aiuta il lettore e l’ascoltatore a comprendere appieno le varie fasi della tematica che esponi. Ma non si limita a ciò, va ben oltre.
    Infatti offri una lettura degli avvenimenti indiscutibile, cui aggiungerei, modestamente, non solo il massimizzare i capitali, ma quella che tu ben conosci essere la massimizzazione dei profitti scevri da investimenti successivi, uno degli esiti peggiori delle economie occidentali e nuova forma, edulcorata, di colonialismo. Questa nuova forma di colonialismo pone i paesi in via di sviluppo a rimanere impossibilitati a rendersi autonomi, marginalizzandosi per continuare a offrire in realtà uno sviluppo inverso: contribuire all’accrescimento di profitti e all’ipersviluppo delle economie occidentali. Mi fermo qui, ma sarebbe interessante che tu ci coinvolgessi in un dibattito utile non tanto a noi quanto molto agli studenti in formazione o ai giovani formati specie se in economia o nelle scienze. Ti abbraccio con affetto e mandami sempre queste due brillanti intuizioni,
    Gfranco

  • C’è poco da fare, siamo in trappola ed a catturare il Pianetà – avvolgendolo come un cobra – è quel meschino di satana che pone il male sul suo piedistallo.
    Papa Francesco ha pienamente ragione ma, nonostante lui, quasi nulla cambia perchè i collusi ed i corrotti dai potenti del mondo si moltiplicano senza soste.
    Basti pensare che, in Italia, il patetico Cav potrebbe essere il Presidente della Repubblica.
    I suoi simili investono in armi e creano guerre, industria che andrebbe vietata in ogni dove.
    Siamo nel pieno della terza guerra mondiale, quella nascosta, in cui si usa il gas per distruggere economie e creare disastri finanziari, licenziamenti, chiusure di aziende.
    La soluzione è una sola: clonare cento Papa francesco sparsi per il mondo a comandare le Nazioni.
    Altrimenti si salvi chi può…

    • Caro Roberto ho letto il tuo articolo e concordo pienamente perché la diagnosi è corretta. Vorrei però rilevare che al liberismo partecipano chi più chi meno tutti coloro che hanno risparmi in Banca e indirettamente partecipano allo sfascio. Chi è senza colpa (cioè senza denaro) alzi la mano!!!!

  • Effettivamente caro Roberto,
    “Per guarire la terra e dare salute alle persone occorre curare l’economia dal male dell’egoismo”
    Dovremmo ripudiare la logica interiore del potere.
    Il suo rifiuto ci permetterà di praticare nuove forme alternative di efficacia per la tutela del bene comune.
    Bisogna evitare, come dice De André in una canzone, di “diventare così coglioni da non riuscire più a capire che non ci sono poteri buoni”
    La risposta all’incubo che stiamo vivendo ci chiede di generare un altro modo di essere società.
    L’egoismo è il primo virus da cui guarire, è prendere la vita contromano perché la vita è insieme.

  • Caro Roberto, i tempi sono maturi per avvenimenti “voluti” di questo tipo, tutto deriva dallo stato di salute del pianeta Terra, stanco e depauperato dalla costante minaccia dell’uomo. Se diamo un occhiata ai dati sulla popolazione mondiale che ad oggi è di circa 7.6 miliardi, individui attualmente in vita con un’ età media di circa 30 anni. Poco più di un quarto della popolazione ha meno di 15. Gli individui tra 15 e 64 anni costituiscono il 66% della popolazione e un altro 8% è 65 o più vecchio. L’Organizzazione Mondiale della Sanità suggerisce che l’aspettativa di vita media globale è di 70.5 anni, con gli uomini che vivono 68 e le donne negli anni 73. Il tasso di fertilità globale è di circa 2.52 bambini per donna. La Divisione Popolazione delle Nazioni Unite ha stimato una popolazione di 9 miliardi al 2050.
    Se è vero che i dati sono questi, credo che nessuno potrà metterà mani alla salvaguardia del pianeta con una situazione demografica così elevata, bisognerà produrre e ancora produrre, aumentando di conseguenza inquinamento e utilizzo di risorse, deforestazione e altro; il tutto accentuerà maggiormente il cambiamento climatico.
    Così come le teorie del contagio e della ‘costituzione epidemica’, ossia dell’influenza delle condizioni miasmatiche e atmosferiche (XVII sec).
    Molte teorie se collegate ci riconducono ad una considerazione molto triste sull’attuale pandemia che stiamo vivendo, qualcuno o più di uno continua a divertirsi, come inventare qualcosa per contenere e creare disequilibro? La guerra, l’uomo il primo virus.

    Il mondo digitale può essere la svolta, far conoscere, formare e attenzionare i giovani sulle tematiche di salvaguardia comune per il futuro del mondo.

    La tua riflessione sintetica è un ottima descrizione di quello che accade oggi, ti ringrazio molto per avermi inviato il tuo articolo.

    • Basterebbe far fuori buona parte dei circa 2 miliardi più ricchi e spreconi (cioè noi occidentali 3 qualche paperone del terzo mondo) per riportare l’overshot day ben oltre il 31 dicembre.

      Se il Covid non è riuscito in questo il prossimo virus ci riuscirà.

  • La strategia per massimizzare i profitti e la logica economica viene abbracciata finanche dalle istituzioni della Chiesa che dimenticano il bene delle anime e la loro salvezza di fronte al mantenimento degli strumenti e delle posizioni economiche applicando indicatori aziendali di efficienza (benchmark) anche alle attività a finalità apostoliche. Il neoliberismo, quindi, ha permeato anche la Chiesa e le sue istituzioni tanto che, come spiega splendidamente Luigino Bruni nel suo libretto “Il capitalismo e il sacro”, “il capitalismo non ha eliminato il sacro nel mondo secolarizzato ma è esso stesso diventato una religione, non solo in Occidente, ma ormai su scala mondiale”. E’ la globalizzazione dell’egoismo oltre che dell’indifferenza.

  • Caro Roberto,
    dicendo neoliberismo si evoca un fantasma che poi non si sa bene chi sia. Per esempio, la Repubblica Popolare Cinese è neoliberista? Gli USA erano certamente neoliberisti con Trump e con Biden non lo sono più o continuano a esserlo? E noi qui in Italia come siamo messi? Bolsonaro sarà anche un farabutto ma io sono stufo di sentirlo dire se poi nessuno gli fa la guerra e soprattutto lo si lascia solo a fare la testa di turco. E comunque, quali sono le proposte concrete e chi le porterà avanti. “Coscientizzarsi” non basta, non è mai bastato, mi sembra. Mi spiace aggiungere solo domande. Grazie della tua riflessione.

  • Carissimo Roberto, è poco relistico aspettarsi che i più abbandonino il modello egoistico che ci contraddistingue. A mio parere è necessario fare nuove Leggi, che siano giuste, dove la parola “giusto” deve corrispondere obbligatoriamente ad un fare “etico e rispettoso della salute dell’uomo e del pianeta”. Leggi che consentino a tutti di ricevere un compenso adeguato al frutto del proprio lavoro in modo paritario per tutti, in modo che non ci siano disparità di guadagni tra coloro che lavorano. Se non si pensa in questa direzione, a mio parere, non si va da nessuna parte… Un abbraccio fraterno
    pino africano

  • Caro Roberto,

    per risolvere i problemi che hai ben riassunto nel box a sinistra del tuo schema non basta trovare il modo di cambiare l’economia, cosa che ovviamente va fatta, ma prima di tutto accettare l’idea che debba essere radicalmente ridotta.

  • Caro Roberto, devi mettere insieme le migliori menti che conosci per fare “rete” intellettuale e coniare il cosiddetto neoliberismo etico dove la massimizzazione non sarà più del capitale ma della soddisfazione di bisogni. La moneta di scambio deve diventare il bene per gli altri. Diventa ricco chi fa più bene, chi si dona, chi produce qualcosa, nel rispetto delle persone e dell’ambiente, chi interagisce al massimo con il suo contesto sociale, chi si dona. Questa ricchezza va quantificata e misurata un solo modo per certificarla: la blockchain.

    • Non è nota la funzione certificatoria della “blockchain” e la sua importanza. Immagino che tu abbia dimestichezza con la blockchain. Potresti soffermarti a raccontarcela come se lo facessi ad una scuola elementare?
      Perché?
      Semplicemente, hai toccato un tasto sensibile della «Ragione Umana» in un periodo di totale confusione filosofica. Non solo! Occorre uscire allo scoperto da una ingenua concezione del dono. Tu, forse inconsapevolmente, proponi una visione del “dono” slegato da una corretta relazione di giustizia commutativa che la “blockchain” può contribuire in maniera determinante a costruire. A mio modestissimo avviso, l’alternativa oggi disponibile a tutti gli uomini ha nella “blockchain” la chiave per sconfiggere il neoliberismo. Alla faccia della «Dichiarazione Universale dell’Uomo» quale gentile concessione dei massoni alla povera umanità dopo averla martoriata con le due bombe atomiche! E, alla faccia di tutte le ricette di tutti gli economisti in circolazione quello che è realizzabile con la “blockchain” supera [(è affermativa l’espressione “supera”, nel senso che è certa la soluzione)] la povertà economica umana.

  • Caro Roberto,
    Il tuo lodevole impegno, ti rende onore. Condivido certamente la tua analisi, che fotografa esattamente un pezzo del problema. Quando affermi “Per guarire la terra e dare salute alle persone occorre curare l’economia dal male dell’egoismo”, prendi in considerazione le persone.. ed infatti la condivido. Ho però parecchi dubbi sul fatto che qualcuno consideri, prima che la persona, esistere l’ essere umano, come Essere Fisico ma altrettanto e contemporaneamente Spirituale. Sono tanti decenni che sempre più tentiamo di rimuovere la nostra componente Spirituale, sostituendola con la Scienza. Il progetto neo liberista è satanico, perchè pervade ogniuno di noi, si attacca alla nostra PANCIA, alla nostra fisicità. La INTELLIGENZA, propria dell’essere umano, ci permette di modulare i nostri istinti, ascoltando la nostra ANIMA, la componente spirituale e Divina. Ci permette quindi di vedere e considerare l’ ALTRO. Mi piace quindi parlare di Economia dell’Anima. Che vede tutto il creato al servizio dell’Essere Umano non di sua proprietà. Ci vede Creature, create, non Co creatori, onnipotenti….

  • La Dichiarazione Universale sui Diritti dell’Uomo sostiene, in breve, che il diritto di chiamarsi Uomo è riservabile solo a colui che compie doveri di fratellanza.
    Chi è più Fratello di un neoliberista che investe in attività industriali, in opere di bene, in sostegno ai poveri, in solidarietà agli oppressi dai regimi più o meno totaliristi?
    Saranno anche, i neoliberisti, pochi e per questo una piccola Oligarchia Mondiale, ma non è colpa loro se quelli che vorrebbero essere come loro non ci riescono. Diamine! Escludendo gli oligarchi tradizionali sorti subito dopo il medioevo, con il rinascimento e gli illuminismi, molti sono di una generazione uguale alla vostra. Purtroppo, per molti lagnosi e invidiosi non essere riusciti a saltare sul carro dei neoliberisti è sintomo di scarsa capacità imprenditoriale, di assenza di intelligenza finanziaria come fiuto nel saper individuare il “tartufo” che c’è in te, prima si diceva “aver il bernoccolo” puntato su ciò che produce ricchezza.
    Poveri neoliberisti mancati, voi della “Decrescita” e pure “Felici”! Che tristezza!
    Meglio i malthusiani! Almeno i malthusiani hanno annusato la puzza prodotta dall’uomo, come peste-biologica, che grazie ai darwinisti hanno scoperto l’origine evolutiva di questa specie di virus infestante della natura. Grazie a costoro sarà possibile giungere al trionfo della selezione neoliberista della specie. Non a caso fu lanciato negli anni 60-70 del secolo scorso il proclama “Controllo Responsabile delle Nascite” con conseguente fioritura delle opere pie di produzione dei contraccettivi.
    Chi non ne ha fatto mai uso scagli la prima pietra!
    Bene! Nessuno? Tutti neoliberisti!
    Un poco, non molto neoliberisti, giusto quel poco che serve per farsi omologare al neoliberismo.
    Perciò, calma e sangue freddo perché il neoliberismo trasporterà tutti oltre i 100 anni di vita. Abbiate fede!
    Prossimamente, e grazie alle nuove conquiste del Neoliberismo tutta l’Umanità procederà verso il TRANSUMANESIMO il Nuovo Paradiso Terrestre.
    Lagnosi, pezzenti, sprezzanti del bene comune finora conquistato cercate di godere e di vivere la pace che il neoliberismo vi ha assicurato.

  • Ringrazio Roberto di aver sollevato in modo visivo e schematico il problema costituito dalla cultura contmporanea che causa le conseguenze negative illustrate. Non possiamo prendercela con il neo liberismo e con una esigenza di vita economica che per creare posti di lavoro, per essere all’altezza della concorrenza, per non essere sopraffatti, per ricercare mezzi di sussistenza anche per le popolazioni più povere deve necessariamente puntare al “profitto”. Il “profitto” non può essere demonizzato in se. E’ la sua aspirazione che muove gli investimenti e la ricerca scientifica. I vaccini sono il frutto di investimenti mossi da questa esigenza. Il problema va ricercato nel degrado etico morale causato dal relativismo ed al quale noi cattolici non siamo stati in grado di contrapporre un sistema di valori, che pur possediamo ma che non siamo stati capaci di diffondere. Questa presa di coscienza è importante per sapere verso quale direzione occorre muoversi. In questo momento storico a causa della caduta delle ideologie del secolo scorso e dell’azione provvidenziale di Papa Francesco, è necessario seguito a quello che il Papa dice. Non basta elogiarlo e dirsi concordi. E’ necessario impegnarsi in un formazione a 360 gradi richiamando all’attenzione di tutti i principi della dottrina sociale della Chiesa che per tanto tempo abbiamo trascurato e che devono diventare argomenti di discussione normale in tutti gli ambienti senza il timore di essere fuori tempo.

  • Roberto ciao,
    grazie per tutti gli articoli che ricevo. Sono molto felice di ingrandire il mio bagaglio culturale e fare riflessioni da te suggerite.
    Grazie ancora, un caro saluto
    Remo

  • Il processo inizia con la buonuscita del pensionato che conferisce alla Banca i suoi risparmi ed e ben attento a verificare il profitto che se non è di suo gradimento si incazza e cambia banca. La banca a sua volta è ben attenta a ricavare il massimo profitto per non perdere il cliente e così via…..! Ovviamente trattare questi argomenti è il tuo lavoro ma, devi comprendermi, non ho molto tempo e non ho la testa per partecipare a questo dibattito. Il tempo che mi rimane (84 anni) intendo dedicarlo alla formazione culturale dei miei fratelli ed amici!! Buona domenica!!!

  • In sintesi, aldilà delle ideologie e delle religioni, il problema nasce dalle persone con le loro naturali e istintive debolezze.
    Ogni essere vivente sin dalla nascita sente il bisogno di piacere per piacersi, esibendosi con diverse modalità per soddisfare il proprio IO.
    Cosa si potrebbe fare?
    Investire nella educazione e nella conoscenza per rendere le persone forti spiritualmente per governare le proprie debolezze per la ricchezza ed il potere ad ogni costo a danno della natura, delle comunità e di se stessi.

  • Caro Roberto è evidente che la natura si sta ribellando , al confronto ,quello che ci accadrà se non fermiamo la scelleratezza umana nei suoi comportamenti porterà questa terra a un male molto maggiore del COVID. Il problema è nelle scelte di politica economica dei nostri governi e sopratutto delle economie in via di sviluppo. La domanda è che si può fare ? Non lo so , so solo che se non ci ribelliamo e diamo voce ai nostri politici affinché prendano seriamente e in coscienza la cura di questa terra per noi saranno dolori ( non rimediabili con un vaccino ) . Le nuove generazioni e noi dobbiamo aver paura perché quando i tempi sono brevi solo una buona e sana paura fa cambiare la mentalità.La storia in questo non ci dice che fare quando non puoi più rimediare, e la natura non torna indietro ma è come una valanga che quando parte non sai quando si ferma. È incredibile che una Santa di mille anni fa ( Santa Ildegarda ) parlasse della natura e della sua ribellione quando è maltrattata. E questa Santa è stata fatta Dottore della Chiesa solo pochi anni fa’. Dobbiamo prendere seriamente il problema partendo dalle scelte politiche .

  • Ciao caro Roberto,
    Grazie mille, i tuoi articoli sono sempre interessanti da sapere e utili per un’attenta riflessione.
    Si potrebbe definire neoliberismo di incertezza e vulnerabilità.
    Il presente ci riporta a vivere nel passato, nel leggere il tuo articolo, e riflettendo su quanto scritto nei commenti altrui, mi viene da pensare che già nel secondo dopoguerra, lo Stato cessa di essere gestore dell’economia e agente di redistribuzione sociale, mettendosi al servizio del mercato e della sua logica imprenditoriale.
    Le bizzarrie del mercato, lasciate libere di riprodursi, bastano a erodere le fondamenta della sicurezza esistenziale e a far aleggiare sulla maggior parte dei membri della società lo spettro del degrado, dell’umiliazione, e dell’esclusione sociale.
    Questo sta portando un’intero Paese/Nazione carente di obblighi, garanzie che, un tempo erano attribuiti alla divina provvidenza, inoltre, ha progressivamente ridotto istituzioni e prestazioni, rimuovendo così anche i limiti alle attività di impresa, alla libera concorrenza di mercato e alle sue conseguenze.
    Ancora grazie, buonanotte a te e tutti

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