L’orto migliora le relazioni, e non solo.

La rivendicazione del piacere di fare crescere frutta e verdura, tuttavia, non è affatto appannaggio delle categorie svantaggiate. Il proliferare di micro-serre in cortili e terrazze è stato definitivamente “sdoganato” dalle immagini di Michelle Obama intenta a zappettare l’orto della Casa Bianca. Sul web, è tutto un fiorire di siti che forniscono informazioni dettagliate su come coltivare insalata e fragole in città (ad esempio www.coltivareorto.it).
E, naturalmente, c’è anche chi cavalca il trend vendendo kit di attrezzi e accessori per diventare rapidamente orticultori da balcone.
Come sempre abbiamo bisogno di far crescere il PIL.
È un fatto che autoprodurre qualche ortaggio, frutta o erbe aromatiche, oltre a dare una certa soddisfazione è anche economico.
 
Soprattutto se ci si mette insieme. Come hanno fatto, ad esempio, gli abitanti del condominio Acer di via Gandusio a Bologna che, con la consulenza della Facoltà di Agraria dell’Università, hanno realizzato un orto sul tetto di casa, dove coltivano zucchine e melanzane, fragole e meloni che poi dividono tra i condomini. 
 
Ovviamente possono aumentare anche i rapporti di vicinato: inquilini di condominio piccoli e grandi vanno sul tetto a godere della bellezza dell’orto, e stringono rapporti di amicizia impensabili fino a pochi mesi fa.
 
A Roma, invece, ha preso il via da qualche mese il progetto degli Orti urbani comunitari del parco di via Rosa Raimondi Garibaldi. Grazie all’impegno di varie associazioni della Garbatella e al sostegno delle istituzioni, in un’area abbandonata e degradata sono sorti quindici orti di 40 mq ciascuno, oltre a un piccolo frutteto. A pochi metri da cemento e inquinamento, contadini urbani di tutte le età hanno ricavato un’oasi dove disintossicarsi dallo stress e “riconnettersi alla terra”.