Lavori di casa. Parità raggiunta tra moglie e marito.

Con un ampio sondaggio gli esperti dell’università di Oxford hanno calcolato che negli anni Sessanta le donne impiegavano circa 6 ore al giorno nelle faccende domestiche, mentre oggi ne usano più o meno 4 e mezza; merito degli elettrodomestici, certamente, ma pure dei loro bravi mariti! I quali infatti nello stesso periodo sono passati dal dedicare un’ora e mezza ai mestieri di casa alle tre ore di oggi.
Ma cosa accadrà fra non più di 40 anni? Non conosco in base a quali calcoli, gli esperti di cui sopra, hanno previsto che intorno alla metà del nostro secolo (2050) verrà raggiunto l’obiettivo di un’equa divisione dei mestieri di casa tra i genitori.
 
Ormai moltissime donne lavorano fuori casa e non si capisce come mai dovrebbe essere riservata soltanto a loro la fatica supplementare delle faccende domestiche, come quando le loro nonne potevano dedicarsi esclusivamente alla cura della casa e dei figli. La questione  mi sembra chiara perché – in una coppia, in ogni famiglia – è corretto dividersi i pesi alla pari e secondo le proprie forze: il vero amore comincia da lì, mica dai bacetti e dai cuoricini che in fondo, quando ci sono, costano poco impegno… Condividere i lavori di casa e utile per gli uomini che in questo modo potranno sostenere a testa alta di non essere da meno delle loro compagne nel reggere la responsabilità delle piccole ma importanti cose quotidiane. Già, nessuno potrà più dire ai signori maschi, sprofondati in poltrona davanti alla tivù, la fatidica frase: «Questa casa non è un albergo!». Poveri noi, maschietti, che ci meritiamo la parità…