La rivoluzione degli Integrali buoni

Domenica 7 Febbraio presso la libreria Laterza di Bari Roberto Lorusso ha moderato la presentazione del libro scritto dal professor Antonio Elia “La rivoluzione degli integrali buoni senza l’aggiunta di crusca o fibre”.

Sono stati presenti all’ incontro i Prof. ri Emilio Jirillo, Giancarlo Logroscino e il Dr. Giovanni Misciagna.

La rivoluzione degli integrali buoni

Di questi tempi si parla sempre più di cercare di salvaguardare la propria salute dalle eventuali patologie in cui si può incorrere. È necessario altresì fermare l’aumento del proprio peso forma, l’insorgere dell’obesità e di altre malattie metaboliche, di alcuni tipi di tumori. Per fare ciò è necessario sostituire la pasta ed i prodotti da forno di tipo raffinato, con quelli integrali non ricostituiti (in particolare la pasta d’integrale non ricostituito, asciugata a bassa temperatura).

Viene una notevole differenza tra gli integrali raffinati e non. Negli integrali raffinati le fibre o la crusca vengono addizionate, mentre in quelli non raffinati la presenza di crusca o fibre è dovuta ad una macinazione solo parziale del cereale. È proprio attraverso la raffinazione che si verifica un notevole danno agli amidi. La Dieta Mediterranea nella sua versione, diffusa dallo “Studio dei Sette Paesi” del Prof. Ancel Keys, dotata già di effetti prodigiosi sulla salute umana, e quindi ancora suscettibile di miglioramenti. Ciò è ulteriormente affermato da un gruppo di ricercatori dell’I.R.C.C.S. De Bellis di Castellana Grotte (Bari), con una ricerca finanziata dal Ministero della Salute, denominata “Effetti della Dieta Mediterranea e di Carboidrati a basso Indice Glicemico sulla Sindrome Metabolica”. Tale dieta è stata sperimentata su pazienti già affetti da disturbi metabolici, ed è risultata più efficace rispetto a quella di controllo LN.R. A.N (già Istituto Nazionale della Nutrizione), ma anche della Dieta Mediterranea semplice, per controllare peso, circonferenza vita, pressione arteriosa, GPT, glicemia, emoglobina glicata, trigliceridi e colesterolo HDL. È importante mettere in evidenza che l’applicazione di queste diete è legata agli alimenti che la compongono, in particolare agli alimenti a basso Indice Glicemico usati. Tra questi spicca la pasta, d’integrale non ricostituito, asciugata a bassa temperatura. L’incontro è stato occasione per approfondire la conoscenza dell’indice glicemico dei vari cibi, e in relazione ad alcune patologie di alto rilievo. Non sono mancati anche cenni storici circa la macinazione dei cereali, tirando le somme su quanto detto, si è convenuti sul fatto che stili di vita virtuosi anche nell’ambito dell’alimentazione contribuiscono a scongiurare il pericolo di gravi patologie.
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