La materia prende corpo

La tecnologia 3D è già ampiamente utilizzata dagli studi odontotecnici: realizzare una protesi perfetta e in tempi brevi non è mai stato così facile. Ma in campo sanitario la stampa tridimensionale apre ben altre possibilità: il dipartimento di Farmacia dell’Università dello Utah, in collaborazione con l’University College di Londra, è al lavoro per produrre le tecnologie necessarie alla realizzazione di tessuti vascolari da utilizzare nei trapianti.

Il sistema non è molto diverso da quello di una normale stampante a getto d’inchiostro: in questo caso, però, le testine di stampa sono due, in grado di unire cellule umane e un particolare gel che fa da struttura di sostegno del futuro tessuto. Yoo James, professore dell’istituto di Medicina rigenerativa della Wake Forest Univesity, sta mettendo a punto un sistema che permetterà di stampare pelle umana direttamente sulle ferite da ustione, mentre i ricercatori della Cornell University hanno realizzato una biostampante in grado di scannerizzare e stampare un orecchio umano utilizzando gel di silicone. E la Within Lab attende dalla Food and Drug Administration americana l’omologazione della prima testa di femore stampata con la tecnologia 3D da trapiantare su un paziente.

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