Economia e la decisione di zappare la terra.

Osservando questi ultimi mesi di storia sembra proprio che molti uomini desiderano far tremare le fondamenta del capitalismo. 
I governi si sentono maggiormente coinvolti ed entrano nel mondo dell’economia per sostenerla per paura che la crisi continui o si faccia ancora più difficile. Mentre cercano soluzioni, che troveranno solo se si decidono di cambiare radicalmente il modo di intervenire, aumenta la diseguaglianza dei redditi, aumenta la disoccupazione, aumenta il debito pubblico. Il potere economico si trasferisce sempre più all’Est lasciando un Ovest in cerca di se stesso.  Nella speranza che i paesi dell’Est non facciano fra poco la stessa fine di quelli dell’Ovest (se hanno importato e replicato il modello ciò è sempre più probabile) noi desideriamo che:
1. l’economia ed i governi imparino finalmente e definitivamente a non avere approcci di breve termine (forse conoscete il "capitalismo trimestrale", quello del "primo quarter", "secondo quarter", per il quale i manager fanno una brutta fine se non raggiungono i risultati previsti; oppure del consenso a breve: indagini sul voto ai partiti). 
2. Le imprese imparino ad essere generose verso il futuro e a condividere la loro ricchezza con tutti gli satkeholder (vicini e lontani);
3. i politici esercitino il loro ruolo come "servi" del Bene Comune. E se il ruolo di servitori anziché di padroni non gli è gradito, facciano quanto prima la scelta di tornare a zappare la terra.
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