Imparare a lavorare in gruppo – e non solo – con la “torre della gommosa”

gioco_3E’ sempre più facile con i tanti materiali a disposizione dei docenti fare una lezione sul lavoro di gruppo e su come impostare una squadra vincente. Ed io sinceramante, da un po’ di anni (cioè da quando ho capito la differenza tra formazione ed apprendimento) cerco nel modo più assoluto di evitare slide e documentazione perchè convinto che dopo tante belle parole, di solito, non seguono i fatti. In sostanza, e mi ripeto, tanta bella formazione e nessun apprendimento. Allora ho pensato (e non dico nulla di nuovo) che sperimentare, provare, esercitarsi sia una via più breve all’apprendimento. E cosa di meglio se non con un gioco dove spariscono le paure e cadono le maschere del ruolo, che nascondono il vero volto delle persone?

In questi giorni sono tornato a fare il docente per i dipendenti del Comune di Ruvo di Puglia. Il mio modo di condurre le “lezioni” è basato fondalmentalmente sull’ascolto dei bisogni e sul far vivere una esperienza di apprendimento. Ovviamente i discenti sono i primi protagonisti, io faccio la controfigura..

In particolare, in questa nuova esperienza, sto sperimentando un piccolo gioco: la torre della gommosa che ho conosciuto grazie alla intraprendenza e la collaborazione del dott. Angelo D’Angelo.

Tutti i partecipanti vanno a formare tre o più squadre, il cui obiettivo è quello di costruire la torre più alta possibile che sia capace di reggere, in cima, una meravigliosa e profumata “gommosa”.

Il gruppodispone delle seguenti risorse: 20 spaghetti, 1 metro di spago, 1 rotolo di scotch e, “dulcis in fundo” è il caso di dire, una caramella gommosa e 18 minuiti di tempo.

Le regole sono molto semplici: il materiale può essere utilizzato in qualsiasi modo, purchè la torre si regga da sola, senza essere appoggiata ad altre strutture. Vince chi realizza in 18 minuti di tempo, la torre più alta.

                                                                                 

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gioco_1Come potete vedere dalle foto, i risultati sono dei più disparati.

L’esperienza è molto divertente, ma soprattutto lo è quello che si impara dall’esperienza. Il fatto importante infatti è comprendere ciò che accade nei 18 minuti. E questo lo si fa tutti insieme, con una buona condivisione del come e perchè si è raggiunto o non si è ragiunto l’obiettivo.

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Perchè, è bene sapere, che sono tanti i gruppi che non riescono a tenere in piedi la torre.

Ebbene, al termine del gioco, si parla di obiettivo, di risorse, di progettazione, di pianificazione, di collaborazione, sinergia, sintonia, di vittoria, di gratificazione, di sconfitta e di riflessione. Tutte cose che accadono in soli 18 minuti.

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