Finisce l’era del PIL


 

 Finisce l’era del PIL
Inizia quella del BIL
ore 15:00 Mostra Interattiva
ore 17:00 Tavola Rotonda
presso Universus CSEI – viale Japigia 182
 
 

 

 

 

Il 18 marzo del 1968 Robert Kennedy pronunciava, presso l’Università del Kansas, un discorso nel quale evidenziava l’inadeguatezza del PIL (Prodotto Interno Lordo) come indicatore del benessere delle nazioni economicamente sviluppate. Tre mesi dopo veniva ucciso durante la campagna elettorale che lo avrebbe probabilmente portato a divenire Presidente degli Stati Uniti d’America.

In occasione del 40° anniversario, il progetto DEPILIAMOCI vuole celebrare l’attualità del discorso di Robert Kennedy, dedicando la giornata del 18 marzo a una riflessione sul PIL e sulla necessità di individuare nuovi indicatori capaci di rilevare il benessere della comunità non solo in termini economici, che tengano conto dello scambio di beni e non di merci, dei doni reciproci che nascono dalle relazioni di vicinato, in grado di misurare il valore (non mercificabile) della serenità, della socialità, della fiducia, ecc. Indicatori capaci soprattutto di dirci se davvero stiamo gettando le basi per un futuro sostenibile, a livello sociale ed ambientale. Uno di questi potrebbe essere il BIL (Benessere Interno Lordo).

Presso Universus CSEI-Consorzio universitario per l’Innovazione e la Formazione, dalle ore 15:00, sarà allestita una mostra interattiva con i contributi e le riflessioni sul discorso di Kennedy giunti al sito www.depiliamoci.it. Contributi inviati da persone che credono nella partecipazione attiva e da personaggi impegnati da anni nel dibattito sul PIL e sul bene comune, tra i quali ricordiamo:
• Davide Biolghini, RES-Rete Economie Solidali
• Gianni Dalena, Banca Etica
• Claudio Ferrari, Banca Popolare Etica
• Massimo La Scala, POLIBA-CESE Centro Ricerca Servizi Pubblici ed Energia
• Marco Marcatili, giornalista economico
• Stefano Montanari, direttore scientifico del Laboratorio Nanodiagnostics di Modena
• on. prof. Giorgio Nebbia, che ha proposto la misura di un Prodotto Interno Materiale Lordo, una grandezza equivalente al Prodotto Interno Lordo in unità monetarie, ma che consente di valutare l’entità, la provenienza e la destinazione dei rifiuti
• Ferruccio Nilia, coordinatore "Officina della decrescita", Forum Terzo Settore
• Giorgio Osti, docente di Sociologia dell’Ambiente e del Territorio all’Università di Trieste
• Valerio Pignatta, scrittore e saggista
• Padre Ottavio Raimondo, direttore EMI-Editrice Missionaria Italiana
• Emidio Valentini, responsabile del progetto FEPA, tra i primi progetti di innovazione organizzativa nella PA della fine degli anni ’80
• Massimiliano Viviani, Movimento Zero
• Alberto Zoratti, Assemblea Generale Italiana del Commercio Equo e Solidale
Alle ore 17:00 avrà inizio la tavola rotonda, moderata da Roberto Lorusso, coautore di DePILiamoci-Liberarsi del PIL e vivere felici (Editori Riuniti, 2007), alla quale parteciperanno:
• on. Paolo Cacciari
• Michele Losappio, assessore all’Ambiente della Regione Puglia
• Maurizio Pallante, fondatore del MDF Movimento della Decrescita Felice
• Marco Boschini, assessore del Comune di Colorno (PR), fondatore della Rete dei Comuni Virtuosi
• Bruno Ricca, direttore editoriale di Editori Riuniti
• Massimo De Maio, presidente dell’associazione Fare Verde
• Vito Manzari, presidente del consorzio di imprese Costellazione Apulia
• Ettore Ruggiero, direttore di Universus CSEI
• Nello De Padova, coautore di DePILiamoci-Liberarsi del PIL e vivere felici e membro del consiglio direttivo nazionale del MDF

La tavola rotonda sarà l’occasione per analizzare, discutere e riflettere sui contributi ricevuti e sulle parole di Robert Kennedy, partendo anche dalle esperienze, tutte di grande valore, dei relatori. Insieme si cercherà di aprire una nuova era e di chiudere definitivamente quella del PIL.

 DAL DISCORSO DI ROBERT KENNEDY DEL 18 MARZO 1968, UNIVERSITA’ DEL KANSAS:
“Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell’ammassare senza fine beni terreni. Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow-Jones, né i successi del paese sulla base del prodotto interno lordo (PIL). Il PIL comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana. Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione della peste bubbonica, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari. Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l’intelligenza del nostro dibattere o l’onestà dei nostri pubblici dipendenti. Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell’equità nei rapporti fra di noi. Il PIL non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta. Può dirci tutto sull’America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere americani.