E’ possibile una BIOECONOMIA?

Cosa significa Bioeconomia? significa mettere l’Etica della vita alla base dell’economia. Il termine è stato introdotto dal cardinale Angelo Bagnasco nella recente Prolusione al Consiglio permanente della Cei, e richiama i concetti di «biopolitica», o anche di «biodiritto», che tanto spazio trovano oggi nei programmi politici di tanti schieramenti, in Italia come all’estero. Ma di bioeconomia è sempre più necessario parlare, alla luce di una crisi che si è manifestata innanzitutto come deriva di senso, nella prassi di sacrificare l’umano al «primato economicista».
Di questo è convinto l’economista Stefano Zamagni, d’accordo nel leggere che vi sia ormai un «sistema che va posto in discussione», un modello «da rivoluzionare» perché «ha mostrato l’assoluta inadeguatezza morale e pratica».

Bagnasco approfitta anche per rimettere al centro la questione sociale richiamata dalla Caritas in Veritae a proposito di economia. Trattasi infatti del tema centrale. Bagnasco tira le orecchie a chi vuole far credere che, una volta superata (?) la fase critica della crisi, si potrà tornare a fare affari esattamente come prima.

Spero condividiate con me che trattasi di pura illusione, e va detto con forza. Se non si intacca l’assunto antropologico basato sul presupposto dell’individualismo e dell’auto-interesse, per cui il discorso economico regola se stesso, non si tocca la vera origine di questa crisi.

E’ urgentemente necessario cambiare l’attuale modello economico. E bisogna, cioè, guardare a soluzioni che mettono al centro la persona non solo nel momento della distribuzione della ricchezza, ma anche nel modo in cui è prodotta. Oggi non basta più pagare il giusto stipendio, o dare le ferie: il processo produttivo non deve essere umiliante per la persona e per la sua dignità.

Il concetto di sviluppo umano integrale è legato, prima del fattore economico, a quello dei beni socio-relazionali e beni spirituali.

Quello che vuol dire il cardinale Bagnasco è che per lo sviluppo di un paese non si può pensare solo al PIL – io dico che è necessario ignorarlo – e sacrificare le altre due componenti.