A merenda, meglio la frutta fresca o gli “smoothies”?

Come spesso accade, l’ultima moda in fatto di cibi «vitaminizzati» arriva dall’America. Stiamo parlando degli «smoothies», frullati molto cremosi ottenuti solo con la frutta (100%), senza conservanti né zuccheri aggiunti. Sono venduti in simpatiche bottigliette monoporzione, a prezzi tutt’altro che modici.
Anche se sono da preferire alle bibite gassate, zuccherate e piene di coloranti, così come alle merendine ricche di grassi e zuccheri, questi frullati sono carenti in freschezza: in altre parole, non sono paragonabili a un frullato appena fatto. Non è una differenza da schizzinosi. La conservazione degli smoothies è garantita da un processo di lavorazione industriale (un trattamento termico) che anche quando è poco aggressivo distrugge buona parte dei princìpi nutritivi della frutta. L’associazione di consumatori Altroconsumo ha portato in laboratorio smoothies di marche diverse, scoprendo che «le fibre, le vitamine e il potassio di questi frullati sono sempre meno di quelli presenti nella corrispondente quantità di frutta fresca». Morale della favola: a merenda solo frutta fresca di stagione. È più buona, nutriente ed economica.
 

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