Un altro modo di essere liberi.

Frequentare un ipermercato e poter scegliere fra una infinità di particolari ed attraenti prodotti può sembrare per molti un buon esercizio di libertà. Cosi desidereremmo fare per tutte le altre cose che riguardano la nostra vita e non solo quando andiamo a fare la spesa.
Tuttavia se l’esercizio della libertà, inteso come scelta fra varie possibilità, ha sicuramente la sua importanza, è fondamentale – a rischio di andare incontro a dolorose delusioni – comprendere che esiste anche un’altra maniera di esercitare la propria libertà. 
All’inizio la cosa ci potrà sembrare un po’ strana o poco esaltante, direi molto umile, ma alla lunga – l’altra maniera – ci permetterà di avere una vita molto più ricca ed utile. Cosa dobbiamo fare? Dobbiamo vivere con la consapevolezza che: libertà non è soltanto la possibilità di scegliere, ma anche dire di si a ciò che non abbiamo scelto.
Come dice in modo illuminante Padre Jacques nel libro “La libertà interiore” (dal quale traggo queste riflessioni) “L’atto più alto e più  fecondo della libertà umana sta infatti di più nell’accoglienza che nel dominio”.
Di conseguenza ci troviamo difronte ad un fatto che può sembrare a prima vista al quanto paradossale: “non si può diventare veramente liberi se non accettando di non poterlo essere sempre!”.
Dice Jean-Claude Sagne: “La grande illusione dell’uomo è pretendere di controllare la propria vita… Ma la vita è un dono che per sua natura sfugge a ogni tentativo di controllo”. 
 
Personalmente mi ci arrabbio un po’ quando devo dire si a cose che non gradisco o sono contrarie al mio modo di vedere. Parimenti devo confessare che, dopo un po’ di tempo, guardando le cose con attenzione, comprendo – e questo accade sempre – come le situazioni che mi hanno fatto crescere veramente siano state proprio quelle che non sono andate come volevo io.