Meeting Internazionale: Far diventare le città luoghi di apprendimento. 12 gennaio 2008


Società dell’informazione, apprendimento e sviluppo economico e sociale.
Pensare e realizzare piani e strategie per promuovere la crescita personale, la coesione sociale e la creazione sostenibile di ricchezza attraverso lo sviluppo del potenziale umano di tutti i cittadini di un territorio.

 

 

INTERVISTA A ROBERTO LORUSSO, DIRETTORE DELL’OFFICINA DELLA CREATIVITA’ DI UNIVERSUS

Da aprile i baresi avranno l’opportunità di avviare un serio cambiamento del territorio

Sabato 12 gennaio Universus Csei – Consorzio universitario pugliese ha presentato a Bari, durante il meeting internazionale “Far diventare le città luoghi d’apprendimento”, l’ambizioso progetto di far diventare la Puglia una Learning Region costellata di Learning Cities.
A coordinare i tavoli di lavoro Roberto Lorusso, direttore dell’Officina della Creatività di Universus, a cui rivolgiamo qualche domanda sull’importanza dell’evento.

Dott. Lorusso, come è andata la giornata di sabato?
Il bilancio della giornata è sicuramente positivo, numerose sono state le risposte che abbiamo ricevuto, in seguito alla sfida lanciata, non solo dai cittadini presenti ma anche dal Comune di Bari. L’attiva partecipazione di quest’ultimo è stata tangibile grazie all’importante contributo dell’Assessore all’Innovazione, Antonella Rinella, che ha coordinato il gruppo di lavoro “Start up della Learning City”, al quale hanno partecipato le maggiori autorità presenti al convegno. Dopo aver ascoltato Jarl Bengtsson, presidente di Pascal, Mike Osborne, co-direttore di Pascal, Jutta Thinesse Demel, presidente del network tedesco delle Learning Regions e Norman Longworth, autore del libro “Le città che imparano”, tutte autorità nel settore delle Learning Cities, i partecipanti sono stati invitati a immaginare Bari nel 2028 attraverso la redazione della pagine di un quotidiano dedicate a innovazione e creatività, società dell’informazione, impresa, ambiente e sostenibilità, scuole ed educazione, cultura e comunità e famiglia. La “prova di partecipazione attiva” ha dato significativi risultati.

Quali?
Si è riusciti a immaginare una Bari capitale della cultura, con musei e teatri funzionanti, scuole globalizzate grazie al web e studenti dotati non più di cartelle ma di pen-drive. Famiglie che hanno riscoperto i valori della comunità e bimbi cresciuti da nonni (e non baby sitter) anche loro incuriositi dalla nuova società che li circonda. È inutile dire che la Bari del futuro è vista come culla di una cultura informatica che la porta ad ospitare il nuovo fenomeno Google, cioè Abulia Mind, e a saper sfruttare al meglio le energie alternative, anche quelle derivate dai rifiuti.
Il gruppo della Start up, poi, ha presentato alla platea una Bari illuminata da una luce nuova. La nostra città, capofila della Learning Region della Riviera del Levante, sarà una città metropolitana che sa utilizzare le tecnologie in maniera da riappropriarsi di antichi stili di vita (meno tempo di lavoro e maggiore tempo dedicato alle famiglie, ad es.), capitale di un nuovo turismo, quello delle città che apprendono. Dalle esperienze tedesche è possibile prendere esempi importanti, come l’organizzazione di eventi, convegni, manifestazioni, rivolte alle città e alle persone che hanno voglia di apprendere. Il nostro territorio potrebbe sviluppare questo filone turistico, nuovo, culturale e ricco di potenzialità. Un’altra innovativa visione è stata quella di creare un c/c comunale per l’educazione permanente dei cittadini, spendibile durante la loro intera vita.

Quali sono gli strumenti per la realizzazione di questo progetto?
Norman Longworth, creatore del concetto di città che apprendono, ha sottolineato l’importanza che ogni singolo cittadino assume per lo sviluppo del territorio. Il cambiamento è un processo che parte dal basso, pertanto è indispensabile coinvolgere tutti gli attori del sistema e porli sullo stesso piano. Sono i cittadini che devono trasformarsi in massa critica e influenzare le politiche e le istituzioni locali, rendendole ricettive alla reali necessità. In una città come la nostra dove le Istituzioni hanno sempre dimostrato di essere attente alle richieste della popolazione e allo sviluppo del bene comune, credo che ci sia la possibilità di attivare questo percorso di cambiamento e crescita verso l’apprendimento.

Cosa accadrà ora?
Universus a partire dal prossimo aprile darà vita ai “sette giorni della creazione”, un teatro d’apprendimento con sette appuntamenti liberi che si terranno in diversi luoghi della città. Ogni incontro avrà come obiettivo co-creare soluzioni di lungo periodo che, rispondendo alla richieste dei cittadini, possano risolvere alcuni dei problemi del nostro territorio.

Sono intervenuti al Meeting Internazionale:

Ettore RUGGIERO
– Direttore di Universus –

Jarl BENGTSSON – Chair of PASCAL Board, former Head of CERI at OECD and Honorary Professor of Education at the Danish Pedagogical University

Norman LONGWORTH – Honorary Professor of Lifelong Learning, University of Stirling

 Jutta THINESSE DEMEL – President of the German Network of Learning Regions, Munich

Roberto LORUSSO – Direttore dell’ Officina della Creatività, Universus

Mike OSBORNE – Professor of Lifelong Education, University of Stirling; co–director of PASCAL

Guarda il video dell’evento