Il lavoro, ieri, oggi e domani.

Cos’è il lavoro?

E’ possibile che ce lo si domandi ancora oggi?

Forse si. Considerato il modo in cui i giovani vengono trattati per non dire “maltrattati”.

Forse si. Visto gli approfittatori che non hanno alcun rispetto per la persona che gli è difronte.

Forse si. Visto l’insipienza di quanti ci hanno governato e ci governano.

Forse si. Per tanti altri motivi, per i quali una pagina non basterebbe a contenerli.

Il lavoro è soltanto un mezzo per ottenere reddito? Molti dicono di si.

In un editoriale di Avvenire di qualche giorno fa, il prof. Luigino Bruni, ha scritto che il lavoro è almeno altre tre cose.

1- Il lavoro è il cemento della più grande cooperazione che la storia umana abbia mai realizzato,

2- il lavoro è il modo più serio per far fiorire i propri talenti,

3- il lavoro, soprattutto, è ciò che lega il reddito alla reciprocità.

Mi sono piaciute molto questa parole: cooperazione, talenti, reciprocità.

Qualcosa di molto profondo che sovrasta l’idea del lavoro solo per fare reddito.

Il lavoro insegna anche che il denaro arriva perché si è saputo far qualcosa in cambio di esso.

L’attività che si svolge nel lavoro è merce. E’ oggetto della prestazione e va retribuita.

Ma la persona è il soggetto che non è merce.

Saper fare qualcosa per gli altri, quindi, questo è lavoro?

Con quali competenze ? Rispondiamo: con quelle che ti dà il lavoro.

Ma se non lavoro come faccio ad acquisire competenze?

Un giovane che non ha mai lavorato se pur adeguatamente formato non è competente in nessun lavoro, ed è per questo che:

il primo dovere etico di un popolo è fare in modo che i giovani dopo gli studi vadano a lavorare, perché è la sola cosa degna che possono e devono fare, per se stessi e per tutti.

Perché:

1- Il lavoro è un atto creativo che consente al mondo di esistere;

2- il lavoro è il modo più bello di essere utili al prossimo;

3- il lavoro, guarisce ogni ferita inflitta a questa terra.

In Italia gli ambiti in cui creare lavoro di certo non mancano, a partire dai beni culturali, artistici, religiosi, turistici e tecnologici.

Solo stimolando e benedicendo il lavoro sapremo trovare soluzioni ai grandi problemi del nostro paese.

Una solita cantilena dice: Ma il lavoro non c’è!

Possiamo rispondere che è falso? E se il lavoro fosse solo ammalato?

Bisogna solo curarlo. Ma come?

“È il lavoro che cura il lavoro.”

Quanta responsabilità risiede in quelli che ci governano. Quanta responsabilità hanno gli imprenditori.

Ma quanta responsabilità hanno anche gli stessi giovani.

Bisognerebbe comunicare ad un giovane che non lavora:

il lavoro non si attende, né solo si cerca, perché il lavoro si può creare, anche da solo ma è meglio con gli altri.

 

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2 commenti su “Il lavoro, ieri, oggi e domani.

  • L’argomento è verament emolto vasto. E mi piacerebbe chiederti, se per lavoro consideri solo quello retribuito.
    Grazie.

  • Caro Silvio, certamente il lavoro non è solo quello retribuito. Pensa ad una casalinga, pensa a tutte le persone che per volontariato accudiscono gli anziani o altro. Questi e tante altre forme di lavoro, sono importantissime. Ma l’articolo voleva porre l’attenzione a quel lavoro che deve essere retribuito e che non deve mancare.

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