Freniamo il tempo? Scendiamo? Cambiamo vita?

In questi giorni di festa ho sentito un gran desiderio di fermarmi “seriamente” a riflettere sui miei ritmi di vita che poco ormai hanno a che fare con i tempi del creato voluto da Dio e del quale faccio parte.

PAPA FRANCESCO nella sua Enciclica Laudato si’, con il suo linguaggio fresco e accattivante parla dei nostri tempi e li definisce «rapidación» (n. 18); mentre i tecnologi «esponenzialità».

Entrambi parlano della stessa realtà ovvero: l’imprevedibile, sconcertante, spesso ingestibile accelerazione dei nostri tempi di vita.

La causa di questa accelerazione è colpa palese dell’esagerato ritmo del progresso tecnologico, che reprime l’evoluzione biologica cosi come da noi conosciuta, dal passo lento-darwiniano, e ridicolizza o meglio tiene lontano ogni sistema etico o politico che cerchi di contenerlo o regolamentarlo.

La frenesia dei troppi impegni nei quali ci facciamo coinvolgere e coinvolgiamo gli altri, la nuova competenza a lavorare in “multitasking” (termine che ho imparato quando sono sorti i primi computer che facevano più elaborazioni contemporaneamente) e cioè la capacità di prestare attenzione e gestire più canali di comunicazione contemporaneamente (mail, telefono, chat di Messanger, WatsApp, ecc.) sono la triste risposta a questo moderno stato di cose.

Ma io oggi, Pasqua 2016, voglio fermarmi a contemplare Cristo Risorto, camminare stupito e pieno di gioia in un bosco luminoso, per sperimentare la ricchezza della vita che è nel creato. Ci voglio entrare senza fretta, senza cuffie, senza correre concentrato sulle calorie che sto consumando. Ci voglio entrare per lodare e ringraziare Dio e ascoltare la voce del Risorto.

Dico questo perché oramai siamo circondati da molti linguaggi che non capiamo più, perché abbiamo deciso di metterci a correre troppo velocemente, dando inizio al progressivo “non ascolto” del linguaggio del creato.

Ora abbiamo bisogno di rallentare, perché solo mettendoci al passo della natura possiamo risintonizzarci con la “voce” di Dio.

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Ho scritto questo articolo ispirandomi a quanto hanno pubblicato Luigino Bruni e Andrea Vaccaro sul quotidiano Avvenire rispettivamente il 6 e il 10 Marzo 2016.

 

43 commenti su “Freniamo il tempo? Scendiamo? Cambiamo vita?

  • Ubriacatura della complessità della vita moderna, urge riconquistare semplicità ed essenzialità. Ricambio i migliori Auguri di S. Pasqua con affettuosità
    Tonino

  • La frenesia, le preoccupazioni contigenti e tante altre futili distrazioni ci fanno perdere di vista sempre l’essenziale della nostra vita, il rapporto con il Signore che ci permette di crescere internamente per poter affrotare al meglio la vita del quotidiano ed i rapporti con chi ci sta vicino “il prossimo”.
    Ma questo è diventato un aspetto quasi marginale, il rapporto con Dio è sempre meno ricercato, mentre lui aspetta noi che ci mettiamo al suo ascolto per far emergere che noi siamo suoi figli pronti ad essere abbracciati e ritrovare quella serenità di cui sempre aneliamo e ricerchiamo, ma che difficilmente troviamo.
    Grazie e Ciao Roberto

  • Caro Roberto,
    domani parto per il mio Corso di ritiro annuale (a Galleno): ringrazio, insieme a te il Signore e nostro Padre per questi giorni di silenzio e di intimità con Lui: nessuno ce li può rubare e a tutti li possiamo regalare, come perle preziose! Grazie, con un forte abbraccio, Franco.

  • è indubbio che questo correre sfrenato che la cosiddetta vita moderna ci porta a fare è, di allontanarci dal ns io intimo , io individuale, e tante volte l’io con Dio. il settimo giorno della creazione ,era quello del riposo , ce ne siamo dimenticati in tanti, ed anzi lo abbiamo anche trasformato nel giorno del riposo convulsivo fatto di corse ai supermercati ,acquisti vari ritrovi in palestre chiuse ,raggiungere posti lontani per qualche ora di svago ,e rientri in code infinite sulle strade. Se si riuscisse a tornare alle domeniche con supermercati ed altre attività commerciali, completamente chiusi ,forse ci ritroveremmo con noi stessi e con gli altri, forse ci ritroveremmo nelle piazze a parlarci senza sms, WhatsApp , a poter tornare alle semplici passeggiate ,con il solo scopo e tempo di guardare la natura come amica di necessità e di vita e riflettere,a chi dobbiamo quanto ancora di bello ci è rimasto , e Ringraziarlo.

  • Grazie caro Roberto ho molto apprezzato la tua mail e mi permetto pure io di offrire un modesto contributo per ritrovarsi in armonia con il Creato e con Madre Natura:

    “Il Sole, il Mare, il Vento e la nostra Terra ci danno tanto senza voler nulla in cambio”..

    Un abbraccio forte come sempre.

    Donato Cippone

  • Roberto, Santa Pasqua a te e ai tuoi cari.
    Vorrei seguire il messaggio della tua riflessione, ma, purtroppo, non posso condividerla nelle conclusioni.
    Nostro Signore ci ha creato a Sua immagine e somiglianza, mentre nel Disegno Divino escludo aprioristicamente che Egli non abbia tenuto conto del “progresso tecnologico” e della “frenesia dei troppi impegni”, di cui tu dici.
    Ebbene!! Che facciamo rallentiamo?? Lui vorrebbe che fosse così?? Ne sei proprio sicuro?? Lo dici proprio nel giorno in cui Suo Figlio risorge per salvarci … proprio noi, miseri mortali!!
    No, mi spiace … Va bene riflettere, ma per essere più presenti, per santificare ogni cosa … Per me la nostra “Croce” sta proprio nel tenere testa a tutti gli ostacoli che la vita terrena ci pone … Fa parte del gioco, nell’ottica del Suo Disegno!!
    Ricorda Fratello: visione soprannaturale!!

  • L’impressione, caro Roberto, è che la persona in quanto essere dotato di coscienza di sé e di identità, perciò in grado di decidere della propria vita, in realtà non può più decidere nulla, quindi subisce il progresso tecnologico e annulla la coscienza individuale in quella collettiva. Noi che cerchiamo di vivere da cristiani, possiamo sfuggire,almeno in parte, a questo “stritolamento” non dimenticandoci mai che «Voi siete nel mondo, ma non del mondo.Voi siete per il mondo!».

  • Grazie Roberto dei graditi Auguri che ricambio con tanto affetto e stima.
    É vero, la corsa verso il successo personale come appagamento del proprio “IO” non ci fa apprezzare e godere della bellezza del creato.
    Anche perché la diamo per scontata e solo quando ci rendiamo conto che non siamo immortali, cioè quando siamo vecchi, apriamo gli occhi, ci fermiamo a guardare quello che un giorno non vedremo più! Dispiace ma é così!
    Un grande abbraccio!

  • L’acuto spunto delle tue riflessioni è quanto mai pertinente in questi tempi di “multitasking” come tu li definisci..ossia la possibilità di contestualizzarci contemporaneamente in diversi situazioni e con diverse persone : Insomma la rete attuale dei rapporti umani è oggi “interconnessa” :tutti sanno dove sei e vogliono che sia li::con loro!
    Cosa risponde l’Angelo a chi chiedeva del Risorto…?
    “…NON E QUI…!” Ossia Egli non è dove ce lo aspettavamo…..dove lo avevamo collocato…dove le ns coscienze narcotizzate lo avevano sepolto..!!
    Anche noi quindi dobbiamo non essere li….dobbiamo invece recuperare e rispettare la ns singolare ubiquità ….non essere servi proni a parcellizzare in mille luoghi il ns sentire e le ns emozioni…!!!!!

  • Grazie Roberto, per aver condiviso con noi questa tua riflessione. È assolutamente vero, la frenesia dei nostri tempi ci sovrasta. Riprendere i ritmi naturali, rallentare ci fa apparire quanto meno uomini che vivono fuori dalla realtà. Per far ció dovresti estraniarti, rifugiarti in un oasi a misura d’uomo, ritrovare le antiche movenze, adeguarti ai tempi della natura, mettere a riposo la tecnologia …. ritrovando te stesso che sei stato creato ad immagine di Dio e di conseguenza ritrovando Dio.

  • Ciao Roberto, la colpa di questo tempo, come quello di ogni tempo, è dovuta alle nostre scelte personali.
    Sempre, in ogni tempo, si è avuto la possibilità di scegliere la via da seguire, il bon Dio, ne sono convinto, ha scelto il tempo migliore possibile per noi.
    Per dirla in termini delle parabole dei talenti, ci ha dato i talenti (che non sono le capacità, ma sono le occasioni storiche che scegliamo, infatti nel Vangelo è scritto, “diede loro i talenti ad ognuno secondo le proprie capacità), le occasioni della vita necessarie e sufficienti per poter fare le giuste scelte…
    Purtroppo, e lo dico pensando alle mie scelte, sono convinto che tutto derivi dalle nostre scelte e dal credere di poterci “salvare da soli”, relegando all’ultimo posto la Preghiera e l’affidamento (la confience du coeur dicono a Taizè) a Lui….
    E quindi agiamo in multitasking, diciamo che non abbiamo tempo per nascondere i nostri egoismi e il non essere prossimi di nessuno (Vedi Parabola del samaritano….che non è buono, è solo Samaritano! Siamo noi che abbiamo aggiunto buono, per giustificarci ulteriormente!!!)
    Perciò che l’Amore infinito di Cristo in Croce e la Sua resurrezione ci porti ad osare e a “slargare” il cuore, piuttosto che a trovare scuse di non avere tempo.
    Ovviamente…è 1 riflessione diretta a me stesso.
    Auguri, Alfonso

  • Grazie Nicola anche a te per aver rinnovato il desiderio della DOMENICA.

  • Mio caro Gilberto mi piace questo tuo contributo. Ma certamente avrai capito che io non sfuggo anzi come tu dici provo a dare tutto il mio impegno per la Gloria di Dio.
    Ma lui vuole che ogni tanto ci si fermi a contemplarlo e ringraziarlo e ad usare tutto quello che di cui disponiamo (anche la tecnologia) per dare compimento al suo progetto e non certo per distruggere il creato e le sue creature.

  • Grazie Roberto! Davvero degli auguri di profondità sulle cose che balera mentre contano! Gianluca

  • Gli auguri sono sempre graditi a qualunque ora….li rinnovo a te e alla tua famiglia…per quanto riguarda il contenuto del tuo scritto, penso che ognuno di noi rifletta sul suo tempo nel tempo che gli concede lo stesso suo tempo.Ognuno decida e disponga come crede nella libertà giusta condivisa nelka correttezza e nella trasparenza…tutto ciò a prescidere dalla sua fede e dsl suo orientamento politico…ti abbraccio

  • Ti ringrazio per le belle parole. Ti invio i miei più sinceri ed affettuosi Auguri. Alberto Iaccarino

  • I tuoi argomenti sempre centrati suscitano immediate esternazioni: La tecnologia da sempre considerata essenzialmente uno strumento, una modalità evolve in comportamento contiguo. Rimane che nei lunghi cammini il nostro zaino deve essere sempre più leggero perciò ogni volta che vogliamo aggiungere o aumentare il nostro impegno il trucco è nel togliere dal nostro zaino un peso meno essenziale. Cioè trasferire nel fare e ancor più nell’essere togliendo all’avere. E in questa direzione anche la tecnologia prende senso e corpo: Non un idolo ma un go kart ,ciao

  • Auguri anche a te Roberto. Io sono un non convinto ateo ma condivido gran parte di quello che dici.

  • Ciao Roberto. Io sono con mia moglie a Verona da mia suocera. Stiamo assistendo alla sua trasfigurazione nel Cristo sofferente. Spero che questa esperienza, dura a accettare, possa rafforzare la mia fede e farmi apprezzare ancora di più le cose belle e vere della vita, così breve e intensa e meritevole di essere vissuta tutta rivolta alle cose di lassù. Un abbraccio. Gianluca

  • Caro Roberto, la gioia dello spirito nel Cristo Risorto è aperta nell’orizzonte dell’eternità. Il tempo è una goccia in quest’oceano se è aperto al potere dell’amore, e non all’amore del potere (Gandhi).
    Il tempo, è la velocità con cui trascorre attualmente, appartengono ad una spirale perversa avvitata con violenza sul cinismo. Più persone sono impegnate a trascorrere questo vortice, meno persone avranno tempo per pensare. L’occupazione del tempo è per la massima parte impegnata ad assicurarsi briciole di denaro per consumare una frenetica sopravvivenza. Il consumatore è l’identikit dell’uomo nel senso comune. Il tempo è denaro che ha raggiunto di recente la velocità di circolazione della luce nella spirale passato-presente-futuro. Il futuro è già stato ipotecato dal passato, e dal presente. Possiamo uccidere il drago del cinismo e ricominciare a procedere a passo d’uomo?
    La risposta la conosci già!
    Cosa manca perché sia attuata?
    La benedetta conversione quaresimale!
    Metticela tutta! Mettiamocela tutta!
    La gioia è ben riposta nella Speranza.

  • Caro Roberto, è da tanto tempo che mi soffermo sulle tue riflessioni. e Ti ringrazio di tale possibilità che mi offri. Sono del parere che, avendoci Dio dato un’anima ed un corpo, non c’è motivo ( scusa!) di non essere ( o di essere poco) sintonizzato con LUI anche in questa epoca di ” frenesia dei tanti impegni”. Un caro saluto.

  • Grazie Roberto, sei sempre presente e molto caro. Auguri anche a te. Anna

  • Grazie Roberto, anche se in extremis ricambio gli auguri. Le tue considerazioni sono del tutto condivisibili per chi crede e non solo. Dobbiamo difendersi dal ritmo frenetico della vita cui siamo costretti, ma sono sicuro che è possibile, soprattutto se abbiamo fede. Anche le nostre aperture verso gli altri non devono essere frenetiche, altrimenti non servono a nulla. Dobbiamo, anche se è difficile e faticoso, riconquistare la calma e la pace. Giacomo

  • Ciao Roberto,
    anche se mi sorreggono motivazioni diverse, condivido il giudizio sulla freneticità della ns. vita attuale. Non so se esiste un modo per ‘rallentare’ continuando a vivere con serenità. Riuscire a trovarlo è, secondo me, una delle chiavi della felicità.
    Ricambio con stima gli auguri.

  • Caro Roberto,
    molto bella la tua riflessione, che condivido in pieno …: tanto che l’ho letta solo ora (martedì mattina) perchè sto cercando di “staccare la spina” nei giorni di festa. Sono sempre più convinto che nei prossimi decenni l’umanità si giocherà il suo destino: impareremo a godere, con l’aiuto della tecnologia, delle meraviglie del creato, sufficienti a far vivere bene 9 miliardi di persone, purchè rinuncino ad egoismi e diseguaglianze; oppure ci rovineremo la vita, cadendo sempre più nello “inverno del nostro scontento”…
    Ti abbraccio
    nicola

  • Buongiorno Roberto!!
    Ok … va molto meglio!!
    Quell’ “ogni tanto” (che intendo: intenso, forte, pieno di passione) mi fa tirare un sospiro di sollievo.
    Ora, però, ti inviterei a meditare – solo se tu fossi d’accordo con me – a mutare quel “Freniamo il tempo? Scendiamo? Cambiamo vita?”.
    Come lo cambieresti??
    Ovviamente … non mi permetterei mai di ricordartelo: “il bicchiere … mezzo pieno”.
    Serena giornata e buon Lavoro.

  • L’accelerazione dei tempi è effetto della crisi di riequilibrio planetario, visto l’innegabile miglioramento delle condizioni di vita, soprattutto in Africa. Poi gli scontri tribali camuffati sotto il manto di scontri religiosi, provocano devastazione. Noi siamo costretti ad accelerare i nostri ritmi di lavoro, presi dall’ansia di difendere il benessere accumulato in Europa. La sensazione è di un gruppo di popoli europei indifeso, alla mercé di un’invasione di altri popoli che disgregherà gli Stati sociali, già afflitti da grave situazione di ingiustizia. Non sappiamo governare la decadenza

  • Grazie per gli auguri Roberto che ricambio. Condivido la tua riflessione…. mi piace riflettere non solo su quello che faccio e come lo faccio ma, soprattutto, per chi lo faccio.
    Un abbraccio.
    matteo

  • Roberto,
    riporto una riflessione con due amici in attesa del tuo arrivo mercoledì scorso. Tornavamo indietro a 20 anni fa quando bastava impegnarsi nel proprio lavoro nei primi 4 giorni della settimana e gli obiettivi che ci erano stati assegnati, o che avevamo noi stessi definito, erano stati raggiunti. Il quinto giorno serviva per fare di più, poco o molto di più. Oggi al quinto giorno ci sentiamo al di sotto di qualsiasi obiettivo misurabile ed abbiamo la tentazione di recuperare nel sesto, se non nel settimo giorno.
    questo perché non riusciamo ad accettare che la capacità di produrre profitto sia inferiore a quella di 16 anni fa, perché abbiamo vissuto almeno 30 anni di risultati scontati e poi non abbiamo saputo cambiare i nostri riferimenti di misura su noi stessi o non abbiamo rivisto la nostra metrica.
    “un asino posto tra due cumuli di fieno perfettamente uguali e alla stessa distanza non sa scegliere quale iniziare a mangiare morendo di fame nell’incertezza… ma secondo Buridano l’intelletto è sempre in grado di indicare all’uomo quale sia la scelta giusta tra le varie diverse alternative”
    Le alternative non sono più due mucchi di fieno verso cui volgere la testa ma un coacervo di suoni e di sollecitazioni che chiedono in ogni momento la nostra attenzione: oltre 50 canali televisivi, centinaia di canali radio, milioni di film o documentari su internet nella nostra lingua o in tante altre.

    La soluzione migliore suggerita dal Porter per i manager è la rinuncia. Forse non sono più in grado di ritrovare quel passo del Porter che mi colpì e che non sono mai riuscito a far mio.

    La rinuncia a ciò che non è finalizzato ad un obiettivo o in linea con una strategia è la scelta più difficile ma la migliore che un manager deve saper fare. Credo che valga in tutti i campi e soprattutto oggi ed ancor di più nella fede: rinunciare alle mille sollecitazioni e saper discernere quelle essenziali, quelle vere.

    Salomone rinunciò alle ricchezze ed al potere e chiese a Dio la saggezza, la capacità di discernere il vero dal falso. Per questa sua richiesta ebbe tutto da Dio: perché la capacità di scegliere il vero è tutto, è più di ricchezza e potere.

    Se frequento te, Roberto, ed altri amici con te, è perché in alcuni momenti della mia settimana ricevo un piccolo barlume di discernimento e rinuncio a tanti suoni che non sono veri ma prendono tanto del mio tempo, e cerco con te e con loro qualche suono vero, che di tempo ne prende meno di quanto dovrebbe.

    Quella è la migliore rinuncia che so fare perché lascio fuori per una ora i tanti suoni che come l’asino di Buridano disturbano il mio cammino. Ringrazio te e gli amici che mi aiutano a continuare ad apprezzare il valore di quella rinuncia.

    Stefano

  • “Varco la soglia di una chiesa solo quando non c’è nessuno. E’ più facile incontrare Dio” (detto da Roberto Gervaso, non credente e non praticante – quanto è significativo anche per noi credenti e praticanti!)

  • Siamo d’accordo quasi su tutto ma su una cosa devo farti riflettere … Spesso abbiamo bisogno di qualcuno che ci illumini la strada e se ci piace tendiamo ad emularlo … Le risposte o le strade giuste le abbiamo dentro di noi e dobbiamo soltanto avere il coraggio di tirarle fuori e renderle spendibili!
    Sulla capacità poi di essere in grado di lavorare e comunicare su più fronti penso che sia una dote avuta o meno però certamente è meglio dell’altra contraria, ovvero fare le cose una alla volta sennò ci incasiniamo
    Insomma Papa Francesco è uno come noi che parla in modo semplice e condivisibile ecco perché merita la nostra attenzione: io sono Papà Francesco!
    Buona resurrezione!
    Vito

  • Roby grazie degli Auguri e delle profonde considerazioni che vuoi condividerecon me. Ricambio gli Auguri a te ed i tuoi cari.
    Un Abbraccio
    Leonardo Scorza

  • Ti ringrazio e ti porgo i commoventi auguri di Papa Francesco

    “Mi piacerebbe che ricordassi che essere felice, non è avere un cielo senza tempeste, una strada senza incidenti stradali, lavoro senza fatica, relazioni senza delusioni.
    Essere felici è trovare forza nel perdono, speranza nelle battaglie, sicurezza sul palcoscenico della paura, amore nei disaccordi.
    Essere felici non è solo apprezzare il sorriso, ma anche riflettere sulla tristezza. Non è solo celebrare i successi, ma apprendere lezioni dai fallimenti. Non è solo sentirsi allegri con gli applausi, ma essere allegri nell’anonimato.Essere felici è riconoscere che vale la pena vivere la vita, nonostante tutte le sfide, incomprensioni e periodi di crisi.Essere felici non è una fatalità del destino, ma una conquista per coloro che sono in grado viaggiare dentro il proprio essere.
    Essere felici è smettere di sentirsi vittima dei problemi e diventare attore della propria storia.È attraversare deserti fuori di sé, ma essere in grado di trovare un’oasi nei recessi della nostra anima.
    È ringraziare Dio ogni mattina per il miracolo della vita. Essere felici non è avere paura dei propri sentimenti.
    È saper parlare di sé.
    È aver coraggio per ascoltare un “No”.
    È sentirsi sicuri nel ricevere una critica, anche se ingiusta.
    È baciare i figli, coccolare i genitori, vivere momenti poetici con gli amici, anche se ci feriscono.
    Essere felici è lasciar vivere la creatura che vive in ognuno di noi, libera, gioiosa e semplice.
    È aver la maturità per poter dire: “Mi sono sbagliato”.
    È avere il coraggio di dire: “Perdonami”.
    È avere la sensibilità per esprimere: “Ho bisogno di te”.
    È avere la capacità di dire: “Ti amo”.
    Che la tua vita diventi un giardino di opportunità per essere felice …
    Che nelle tue primavere sii amante della gioia.
    Che nei tuoi inverni sii amico della saggezza.
    E che quando sbagli strada, inizi tutto daccapo.
    Poiché così sarai più appassionato per la vita.
    E scoprirai che essere felice non è avere una vita perfetta.Ma usare le lacrime per irrigare la tolleranza.
    Utilizzare le perdite per affinare la pazienza.
    Utilizzare gli errori per scolpire la serenità.
    Utilizzare il dolore per lapidare il piacere.
    Utilizzare gli ostacoli per aprire le finestre dell’intelligenza.
    Non mollare mai ….
    Non rinunciare mai alle persone che ami.
    Non rinunciare mai alla felicità, poiché la vita è uno spettacolo incredibile!”

    Papa Francesco

  • Caro Roberto, grazie per gli auguri e le profonde riflessioni.
    Io, in questi giorni ho abbandonato, momentaneamente, il progresso per dedicare tempo a me stessa ovvero a quei momenti di silenzio che mi avvicinano al Signore e mi fanno sentire viva rigenerando il mio spirito. Momenti di condivisione con la mia famiglia primo nucleo essenziale per poter costruire un percorso di vita e di valori imprescindibili pur nella consapevolezza di un progresso inarrestabile.
    Grazie!
    Laura

  • Grazie Roberto per la tua bella riflessione, unico alibi o giustificazione è costituito da noi che abbiamo scelto di fare quello che facciamo ma soprattutto di mantenere gli impegni che assumiamo.

  • Ciao Robero, chiedo scusa per il ritardo ma mi sono preso alcuni giorni di vita lenta e contemplativa…precisamente ciò che tu prescrivi, allora mi sento esonerato….

    Capisco benissimo quello che scrivi. Bisogna “Change your life”, ma il sistema non permette cambiamenti troppo grandi o bruschi. Bisogna essere prudente e tagliare spazi dove possibile e poi utilizzarli bene. Un nostro compito importantissimo è di cercare di capire il problema, ormail diventato una forma di cultura…

    Il mio giardino, come la cella del monaco che lo tiene in ordine se lui la tiene in ordine, mi tiene in ordine, anzi nella gioia…il giardino e gli studenti redentoristi dal tutto il mondo con cui lavoro qui come Direttore…gioia nella stato puro veramente, Dio che si manifesta in tanti modi diversi.

    Conosci il pensiero di Luigi Pareyson?…ho avuto una tesi su lui e sono rimasto a bocca aperta di fronte alla profondità e la bellezza del suo pensiero sul rapporto arte etica.

    Insomma. Bisogna decidersi e agire. C’è l’illusione e la realtà…e l’illusione è più crudele della dura/meravigliosa realtà. Ti ricorderò davanti al Mistero. Buone cose, Martin

  • Caro Roberto,
    ti rinnovo che gli auguri che ti ho inviato in occasione della Pasqua, ma non posso perdere l’occasione che mi dai per assecondare il tuo invito a riflettere, come sempre, su temi e problemi pregnanti il nostro modo di vivere. La frenesia dei troppi impegni nei quali ci facciamo coinvolgere e coinvolgiamo gli altri, la nuova competenza a lavorare in “multitasking” sono da tempo la caratteristica dominante non solo nel nostro modo di lavorare ma anche in famiglia e nel nostro rapporto con gli altri.

  • Con colpevole ritardo Ti rispondo. Caro Roberto ho letto questa Tua solo oggi….e ” la frenesia dei troppi impegni nei quali ci facciamo coinvolgere”, come giustamente
    affermi, calza perfettamente. Io credo che ci sia anche una buona dose di scoramento e di sfiducia verso tutto e, io che sono un pessimista di natura, non vedo
    vie d’uscita. Ho compiuto 62 anni Roberto e credo di avere, spero, una discreta dose di lucidità. No , non vedo miglioramente. Ciao, Ti abbraccio e spero di
    incontrarti presto. U.

  • ho riaperto la posta dopo lunghi mesi di assenza… 4000 messaggi da cancellare… il tuo l’ho letto fino in fondo…. ed ora ci sto pensando. grazie amico mio…. mi è arrivato in questo momento buio… ne avevo bisogno

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