Andiamo ad ascoltare Latouche

Dal 6 al 10 febbraio 2012 Serge Latouche – professore emerito di Scienze Economiche all’Università di Paris-Sud (Orsay), studioso molto noto nell’ambito dell’antropologia economica, tra gli animatori de “La revue de Mauss”, specialista dei rapporti economici e culturali Nord-Sud e dell’epistemologia delle scienze sociali nonché teorico e “profeta” della Decrescita – sarà ospite in Puglia dove terrà conferenze pubbliche e incontri. 

Il breve tour partirà da Bari lunedì 6 febbario alle ore 18.30 con la presentazione presso la libreria Feltrinelli (via Melo, 110) dell’ultimo saggio di Latouche, edito dalla Bollati-Boringhieri, dal titolo “Per un’abbondanza frugale, Malintesi e controversie sulla decrescita”. 

Martedì 7 febbraio a partire dalle ore 10.30, sempre a Bari presso l’Auditorium dell’Istituto “Marco Polo” (Viale Giuseppe Bartolo, 4/6 Rione Poggiofranco), incontro-lezione dal titolo:”La via della decrescita, Inventare un nuovo modo di rapportarci al mondo, alla natura, alle cose e alle persone”. L’iniziativa, aperta a studenti e cittadini, è organizzata dall’associazione culturale Teatro Origine e dall’associazione Anche Noi/Movimento di Cittadinanza Attiva, in collaborazione con la Presidenza dell’Istituto tecnico commerciale e linguistico statale “Marco Polo”.

Mercoledì 8 febbraio ore19, l’Amministrazione civica di Locorotondo in collaborazione con la libreria L’Approdo, propone presso l’Auditorium Comunale (via Vittorino da Feltre 1, zona C.so XX Settembre) una conferenza del prof. Latouche dal titolo “I luoghi della decrescita”, incentrata sul bisogno di reinventare una nuova cultura e una nuova politica locale, rilocalizzando le attività utili, ovvero riterritorializzando l’economia e in sostanza elaborando un progetto collettivo profondamente radicato nel luogo di vita comune.

Giovedì 9 febbraio Serge Latouche raggiungerà la penisola salentina e sarà a Lecce per un incontro con docenti e studenti presso l’Università (aula SP2 Sperimentale Tabacchi) previsto alle ore 10.30 dal titolo "Controsensi e controversie sulla decrescita, Oltre il mito dello sviluppo ed il fallimento dell’economia dei consumi". Introduce Carlo Mileti, presidente Coop. Soc. Commercio Equo e Solidale, conduce il prof. Stefano Cristante, Preside Corso di Laurea Sociologia della comunicazione

Venerdì 10 febbraio alle ore 18.00 presso la sala conferenze del Castello DeMonti di Corigliano d’Otranto, in collaborazione con l’Amministrazione 
Comunale, presentazione del nuovo saggio "Per un’abbondanza frugale" e confronto sulle politiche di decrescita per le piccole realtà locali. 

Scrive Latouche: «Siamo imbarcati su un bolide senza pilota, senza marcia indietro e senza freni, che sta andando a fracassarsi contro i limiti delpianeta.» Che fare, allora? «Dobbiamo aspirare ad un miglioramento della qualità della vita e non a una crescita illimitata del PIL. Bisogna reclamare la bellezza delle città e dei paesaggi, la purezza delle falde freatiche e l’accesso all’acqua potabile, la trasparenza dei fiumi e la salute degli oceani. Esigere un miglioramento dell’aria che respiriamo, del sapore degli alimenti che mangiamo… C’è ancora molta strada da fare per lottare contro l’invasione del rumore, per ampliare gli spazi verdi, per preservare la fauna e la flora selvatiche, per salvare il patrimonio naturale e culturale dell’umanità, senza parlare dei progressi da fare nella democrazia…» 

L’invito è pressante e lo studioso bretone lo rivolge con misurata passionalità nelle conferenze che tiene da anni in giro per il mondo: «Ci dicono che con la decrescita scenderà su di noi la tristezza di un’infinita quaresima. Non è vero niente. Invertire la corsa ai consumi è la cosa più allegra che ci sia!» Latouche definisce la decrescita come una “utopia concreta” attraverso cui costruire un futuro ideale ma comunque possibile e come «una scommessa sulla maturità dei nostri contemporanei, sulla loro capacità di scoprire che c’è un altro mondo dentro quello che viviamo: è una scommessa arrischiata ma necessaria, e che vale la pena di essere accettata.»