2021 l’anno dei robot o della tenerezza?

Mi sono posto questa domanda ed ho provato a dare una risposta pensando a questo Natale nel pieno di una pandemia ed alle considerazioni fatte da un grande scienziato, Federico Faggin, e da papa Francesco.

Parto nel considerare annunci come questo: “Anche l’Italia avrà la sua robot valley (nella Val Polcevera); siamo alla ricerca di nuovi spazi per creare un nuovo centro con una decina di grandi aziende”

Siamo difronte alla nuova frontiera della tecnologia: la robotica umanoide.

Trattasi di robot che affiancano gli esseri umani nella vita di tutti i giorni e che ormai sono realtà e non più roba da film di fantascienza. In Italia è nato R1 – “Your Personal Humanoid”, il primo robot umanoide pensato per entrare nelle case della gente. R1 nasce a Genova, per l’esattezza: è stato progettato e messo a punto dall’IIT, Istituto Italiano di Tecnologia, polo di ricerca scientifico-tecnologica leader nella robotica e punto di riferimento mondiale del settore.

Molti scienziati si stanno ponendo quesiti come questo:

E’ possibile un’intelligenza delle macchine paragonabile a quella umana o invece è qualcosa di totalmente irrealizzabile? Per, Federico Faggin, – l’italiano a cui tutti dobbiamo moltissimo per aver progettato e realizzato, agli inizi degli anni Settanta, il primo microprocessore della storia e poi inventore di tecnologie quali touchpad e del touchscreen – trattasi di qualcosa totalmente irrealizzabile. Ed in un suo libro autobiografico ci dice anche perché.

Federico Faggin – intelligenza umana e robotica

Ma la domanda più interessante nasce (spontanea) in questi giorni di Natale: i robot saranno capaci di “tenerezza”?

Papa Francesco racconta: “L’altro giorno, parlando con alcuni scienziati, si parlava dell’intelligenza artificiale e dei robot… ci sono robot programmati per tutti e per tutto, e questo va avanti. E io dissi loro: “Ma qual è quella cosa che i robot mai potranno fare?”. Loro hanno pensato, hanno fatto delle proposte, ma alla fine sono rimasti d’accordo in una cosa: la tenerezza. Questo i robot non potranno farlo. E questo è quello che ci porta Dio, con il Natale: la tenerezza umana. E oggi abbiamo tanto bisogno di tenerezza, tanto bisogno di carezze umane, davanti a tante miserie! Se la pandemia ci ha costretto a stare più distanti, Gesù, nel presepe, ci mostra la via della tenerezza per essere vicini, per essere umani”.

Ma Papa Francesco aggiunge un piccolo avvertimento:

L’intelligenza artificiale non si sostituisca alla coscienza umana


Algoritmi, genetica, tecnologie sempre più sofisticate applicate alla vita umana non possono pretendere di sostituirsi alle prerogative umane. Lo ha detto il Papa alla Pontificia Accademia per la Vita

23 commenti su “2021 l’anno dei robot o della tenerezza?

  • Nei Vangeli San Giuseppe appare come un uomo forte, coraggioso, lavoratore, ma nel suo animo emerge una grande tenerezza, che non è la virtù del debole, anzi, al contrario, denota fortezza d’animo e capacità di attenzione, di compassione, di vera apertura all’altro, capacità di amore. Non dobbiamo avere timore della bontà, della tenerezza!
    (Papa Francesco)
    Grazie mille Roberto Lorusso!

  • Questo articolo ci fa riflettere sui limiti della tecnologia in contrapposizione all’immensa capacità di amore e tenerezza di Dio e di coloro che cercano di seguire gli insegnamenti del Vangelo. C’è bisogno di queste riflessioni soprattutto oggi in cui gli uomini sono stati messi in difficoltà da un piccolo virus.

  • Se lo sviluppo della robotica deve essere visto come tecnologia che aiuta l’essere umano nello sviluppare attività spesso noiose e frustranti ben venga. In quanto alla tenerezza di tratta di un sentimento legato alla sfera emozionale che ad oggi non vedo come possa essere creata con algoritmi.

  • Questo momento di finta calma deve darci la possibilità di pensare e riflettere sui veri valori che l’uomo deve possedere e coltivare in modo da distinguersi in toto con la tecnologia…altrimenti saremo sopraffatti da quest’ultima

  • Personalmente ritengo che questo interessante articolo induca il lettore ad una profonda riflessione , cioè, come il mondo di oggi vada sempre più verso una direzione diametralmente opposta rispetto ai valori umani, di cui la tenerezza può esserne considerata un baluardo . L’uomo purtroppo, è portato a considerare un mondo sempre più tecnologico e consumistico a discapito di ciò che invece occorrerebbe oggi per riportare il giusto equilibrio tra tecnologia ed Umanità.
    Chissà se questa drammatica esperienza, possa riportare il pensiero umano alla riscoperta di quei valori umani e di quei sentimenti che ci distinguono necessariamente dai robot

  • Come accaduto in passato a seguito di avvenimenti drammatici, il 2021 potrebbe essere caratterizzato da un cambiamento nei comportamenti umani basati sui sentimenti come la Tenerezza nata nell’aver condiviso paure ansie e incertezze e nell’immedesimarsi nelle sofferenze e nelle perdite di tante persone care. Molti di noi hanno messo in discussione il proprio IO.

  • Robot Umanoidi
    I progressi dell’IA sono costanti e continui in particolare nell’auto apprendimento e si prevede un’accelerazione nei prossimi anni. Le domande da farsi sono:
    – come e quanto influirà sugli esseri umani in termini di lavoro e relazioni;
    – come prevenire i danni della sua applicazione e diffusione per soddisfare gli egoismi umani;
    – a differenza delle precedenti tecnologie potremmo non avere il tempo per rimediare ad errori o ad utilizzi malvagi.

  • Mi convince molto la tesi degli scienziati che riferisce il Papa. Penso che la tenerezza abbia una componente emozionale che in qualche modo ci è comune con gli animali, almeno quelli superiori. Ma quella di cui abbiamo bisogno, quella che autenticamente ci caratterizza, è quella che si dà nella relazione tra persone. Ai robot manca l’anima.
    Grazie Roberto

  • I robot umanoidi potrebbero essere teneri?
    Ci sono umani teneri e malvagi, perché?
    La diversità di comportamento è basata sulla libertà di scelta che viene stimolata a livello neuronale,
    I robot umanoidi avranno libertà di scelta?
    Queste sono le domande che mi faccio e non solo io!

  • Il problema che l’intelligenza artificiale ci pone non è quello della tenerezza (per fortuna troppo “umana” anche per lei), ma la sostituzione del lavoro umano con quello delle macchine, più efficiente ed economico. Un secolo fa Keynes aveva previsto che – all’incirca ai nostri giorni – 3 ore di lavoro al giorno (in media) sarebbero state sufficienti a garantire a tutti il soddisfacimento dei propri bisogni. Non è andata così: innanzi tutto i nostri “bisogni” (o presunti tali) sono aumentati enormemente; e poi la dittatura dell’economia di mercato preferisce avere metà lavoratori sfruttati 8 ore al giorno, e l’altra metà disoccupati, piuttosto che la totalità occupati per meno tempo (come ha scritto molto efficacemente Bertrand Russell in “Elogio dell’ozio”). Nelle Genesi (cap.3) il lavoro è presentato come maledizione biblica (“con il sudore del tuo volto…”), ma prima (cap.1) il compito che Dio ci aveva assegnato era quello di saggi amministratori del creato. Oggi la tecnologia ci fornisce gli strumenti per recuperare quella dimensione: il problema – ancora una volta – è solo etico: riusciremo a capovolgere i paradigmi concettuali della nostra economia? Anche qui Papa Francesco ci appare come l’unico leader mondiale con una visione veramente rivoluzionaria!

  • Robot!?! Di ogni genere siano, secondo me è semplicemente un altra forma che l’uomo di oggi fa capire il vuoto che vive dentro. Più vuoto è, più vorrà rampicarsi a degli specchi che lo portano a creare più distacco dalla verità, dalla sua vera esistenza… che lo porta a fare più errori e/o danni al vero essere figli del Creatore.
    Lo porta lontano dai veri sentimenti come lo è anche la tenerezza. Quale robot o altro invenzione tecnologica può mai sostituire le sensazioni umane, la condivisione vera di spirito e di vita che il nostro Gesù ci ha insegnato sin dalla sua nascita, volendo condividere tutto di noi, e darci forza proprio con la sua fragilità di bambino, quindi poter anche noi, essere forti nei vari momenti di timore e di insicurezza, come lo è anche questo periodo, e invece di cadere nell’invano, di cercare la soluzione in vari oggetti o invenzioni di questo mondo, vedere avanti e camminare, e condividere pure con altri quella stessa forza e speranza, che Lui ci ha trasmesso, di poter vivere in questa terra e guadagnare la santificazione. Grazie Roberto di ogni incentivo riflessivo che pubblichi! Buon Natale a tutti!

  • L’articolo è molto interessante nonché attuale. Viviamo in una società in cui la tecnologia sta diventando sempre più presente, il che è vantaggioso, se si pensa agli innumerevoli progressi e miglioramenti introdotti da questa. Tuttavia credo che la tenerezza appartenga all’uomo e che nessun robot possa sostituirla o uguagliarla. Il fattore umano è ciò che ci contraddistingue e ci rende unici, e mai come in questo periodo dobbiamo ricordarcene e darci da farlo emergere. Non ce ne dimentichiamo!

  • Caro Roberto, Ti propongo la mia prospettiva, tra le tante possibili, su questo interessante tema, che forse è un po’ diversa. In estrema sintesi è la seguente:

    · “ La tecnologia è un mezzo, le persone sono il fine”[1]
    · Non esiste l’essere umano puro professionista[2]
    · Non siamo Inforg ,non siamo Robot, non siamo Algoritmi, non siamo Macchine, siamo Esseri Umani [3]

    · Sono le relazioni umane che rendono attraente l’ambiente in cui si vive[4]
    · “ l’uomo nasce per lavorare come gli uccelli per volare” [5] ,
    che va collegata all’altra “non c’è niente di nuovo sotto il sole”[6] .

    · “L’Era digitale non porta nessuna novità . In sostanza l’Intelligenza Artificiale non è che l’ultima manifestazione dell’Illuminismo .
    Si può parlare di rivelazione e quanto Gesù mi ami anche nell’epoca dei robot se si sviluppano opportunamente le capacità umane e si studia come educare alla libertà, caratteristica specifica umana, che deve saper relazionarsi non solo con gli altri esseri umani ( sviluppare l’amicizia) ma anche con i robot ( che devono servir l’essere umano non sostituirlo).
    Naturalmente queste frasi non sono mie ma citazioni, oltre quelle note, rappresentano essenzialmente il pensiero di Francesco Varannni, Le cinque regole bronzee dell’era digitale, (Ed. Guerini 2020) . Ciao Salvatore

  • Fermarsi a pensare “oziando” è diventato un lusso ma è necessario per non perdere l’attitudine a interrogare la propria coscienza . sapere poi che alcuni nostri pensieri sono condivisi fa bene al cuore :rafforza la speranza che questa economia ,che utilizza spesso maldestramente la tecnologia, non riuscirà a soffocare la nostra umanità .
    Grazie Roberto

  • C’è ampio spazio sia per la tecnologia robotica che per l’umana tenerezza.. Peccato che il continuo abbuffarsi di tecnologia abbia reso l’essere umano emotivamente stitico..servirebbe un buon lassativo a base di introspettiva meditonina.. Al momento, purtroppo, sono tutti impegnati nella ricerca del vaccino anticovid.

  • L’ intelligenza artificiale, la tecnologia robotica fanno parte del presente e della vita reale.
    Si investe tanto su questo settore, e tanto ancora si farà.
    La robotica deve alleggerire il peso ed il pericolo a cui purtroppo ancora molti esseri umani sono esposti. Penso ai minatori, ai vigili del fuoco, agli operai metallurgici, a chi asfalta le strade e si incatrama i polmoni, ecc…..
    La robotica deve essere al servizio dell’uomo.
    Sarebbe un imponente errore se la scienza investisse nel voler replicare l’essere umano………….l’uomo ha l’Anima!

  • Definire gli ultimi ritrovati dell’automazione cone ” intelligenza” artificiale è uno dei più grossi errori derivante dalla superficialità culturale del nostro tempo. I robot attuali e quelli ancora più sofisticati che saranno prodotti in futuro non hanno e non avranno nulla di “intelligente”, considerando l’intelligenza la capacità di pensare, di amare, di inventare cose nuove, di formarsi per scoprire nuove manifestazioni del persiero umano e della prospettiva soprannaturale. I robot sono delle macchine nelle quali è possibile immagazzinare una quantità incredibile di dati ( soluzioni consuntive di operazioni accadute) dedotti dall’espeienza intelligente dell’uomo e consentite dallo sviluuppo della tecnologia , e che in presenza di determminate condizioni fisiche rilevate con altri dispositivi materiali, sono in grado di riproporre la soluzione operativa.. I robot non saranno mai in grado di proporre soluzioni relativi a problemi precedentemente non realizzati dall’intelligenza umana. Lo sviluppo di questa teconologia è auspicabile perchè ci libererrà da compiti ripetitivi , faticosi, pericolosi, in misura esponenziale rispetto a quello che hanno fatto le lavatrici e le lavastoviglie per i lavori domestici ,ma nella stessa direzione ausiliaria e mai sostituutiva..

  • Relativamente all’intelligenza artificiale, secondo me gli esseri umani dovrebbero preoccuparsi principalmente di due cose:
    – sviluppare l’intelligenza artificiale per tutte quelle attività che non vorrebbero dover fare e che oggi sono costretti a fare contro voglia e limitarne lo sviluppo solo ed esclusivamente a quelle: nessuno si aspetta di ricevere tenerezze da un robot;
    – ripartire i suoi benefici in modo equo fra tutti.
    Scusate l’ovvietà, ma oggi siamo ancora lontanissimi da entrambi gli obiettivi: diamoci da fare!

  • Vorrei rassicurare Papa Francesco, nel mio piccolo, soffermandomi a considerare che i credenti DOC (o DOP?? Boh!!) hanno impresse queste parole “In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era in principio presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui, e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste. In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non l’hanno accolta” … si notino i tempi dei verbi per cogliere la risposta ai nostri dubbi … dubbi, secondo me, che derivano da “la luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non l’hanno accolta” riferendosi alla vita … solo di questo ci si dovrebbe preoccupare, ossia che “le tenebre” accolgano sempre la luce, ossia la vita … spetta a noi far si che ciò accada, senza titubanza e senza tentennamenti, ma stando-ci sempre nelle cose e negli avvenimenti e non semplicemente guardarli da lontano con timore … ben venga, allora, l’Intelligenza Artificiale … come potrebbe mai un Uomo senza luce, ossia senza vita (tenerezza, coscienza, ecc.), essere accolto nelle tenebre seppur splendendo?? Ai posteri accertare quanto qui si afferma … Auguri belli di Buon Anno 2021

    • … vorrei precisare che non intendo affatto considerarmi un credente DOC … l’accostamento e il passaggio tra “i credenti” e il noi e’ stato casuale per esprimere il concetto … chiedo scusa per l’erronea interpretazione che potrebbe esser data..

  • Il robot o la tenerezza?
    Il robot è certamente espressione del mondo della ricerca e della tecnologia, nella
    loro vastità. Questo mondo non ci appartiene, non lo sentiamo nostro, non ne godiamo
    della gratitudine dell’ umanità. Purtuttavia ne riconosciamo l’ utilità, partecipiamo al suo
    uso e alla sua diffusione. Né possiamo sottrarci a tutto ciò per tanti motivi. Ne beneficia-
    mo anche se qlcuno dice che ne siamo schiavi!

    Noi italiani, gente del paese del sole e dell’ ‘ammore ‘, ma anche della corruzione non più sradicabile ( Pier Camillo Davigo ), siamo da sempre conosciuti, almeno in Europa, come persone galanti, allegre, canterine, goderecce, sprecone, tali quali siamo, e non cambie—
    remo connotati, almeno per il 2021.
    Forse arriveremo a dover/poter operare una scelta fra il robot e la tenerezza quando sarà passata qlche altra generazione. Per ora possiamo ancora non porci la questione!
    E però, dovremmo finalmente cominciare a ‘ studiare ‘i cambiamenti che da tempo dan-
    no segnali.

  • Perché l’essere umano si allontana dal suo simile ? Non è la tecnologia o i robot che pure ben vengano per aiutare e alleggerire il carico di alcuni lavori. Manca la consapevolezza del tempo della qualità della vita , l’apprezzare le piccole cose e avere lo sguardo di amore verso le persone , gli animali e tutto ciò che ci circonda. La tecnologia andrà sempre avanti , siamo noi esseri viventi che non dobbiamo correre ma trovare la nostra andatura consapevole!

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