Michele Ferrero, il “papà della Nutella”, avrebbe riconosciuto nel paradigma OSO (Olistico, Sistemico, Omeopatico) la sintesi perfetta del suo approccio all’impresa e alla vita. La sua esperienza è considerata un modello emblematico di convergenza generazionale che incarna pienamente questi tre principi. Ecco cosa avrebbe detto Michele Ferrero a riguardo:
Sull’Approccio Olistico:
Avrebbe sottolineato l’importanza di considerare l’azienda come una famiglia. Per lui, non essere quotati in Borsa ha permesso di “crescere con serenità, di avere piani di lungo periodo, di saper aspettare e non farsi prendere dalla frenesia dei su e giù quotidiani”.
Avrebbe posto l’accento sulla valorizzazione dei valori e delle persone all’interno della comunità aziendale. La sua visione era una “cura strategica che ha fatto dell’impresa una famiglia estesa, capace di guardare avanti senza perdere il senso del proprio cammino”.
Sull’Approccio Sistemico:
Ferrero avrebbe evidenziato l’importanza di una “trasmissione responsabile e lungimirante del sapere, del potere e della cultura d’impresa”, riconoscendo le interconnessioni tra governance, processi e relazioni.
Avrebbe sottolineato come la sua “perfetta pianificazione” risiedesse nel “modo in cui tutto è stato costruito nel tempo”, con “cura nel processo, l’attenzione ai dettagli, la qualità silenziosa dei gesti quotidiani”. Questo mostra una comprensione profonda delle dinamiche sistemiche dell’azienda.
Sull’Approccio Omeopatico:
La sua azione sarebbe stata definita da “piccoli aggiustamenti coerenti con l’identità dell’impresa”. Ferrero “non ha mai imposto cambiamenti bruschi, ma ha agito per piccoli aggiustamenti”.
Avrebbe evidenziato l’importanza di “accompagnare senza forzare” e di essere un “punto di riferimento” anche dopo aver lasciato la guida formale. Questo approccio graduale e rispettoso permette ai figli di “fiorire con autonomia, ma sotto la guida di una memoria viva”.
Avrebbe espresso che “il futuro non arriva come una frattura, ma come un fiume che prosegue il suo corso naturale”, grazie a una “pianificazione strategica lungimirante”.
