Il cammino più entusiasmante, quello che stimola una vera e propria rivoluzione interiore, è quello che si intraprende quando si diventa genitori. La famiglia è la mia grande forza. Quella in cui ho avuto il privilegio di nascere, con genitori che mi hanno educato alla tenacia e alla bellezza, e la mia con 5 figli meravigliosi.
Non esiste società che possa prescindere dalla famiglia, così come non esiste casa senza mattoni. È l’elemento primo, posto dal Creatore per la costruzione del consorzio umano; è un bene che va difeso, protetto e sostenuto. La famiglia è la pietra angolare, il luogo ideale in cui allenarsi a scegliere l’opzione che va verso il bene, mettendo in pratica i valori cristiani che i nostri genitori ci hanno insegnato e che è nostra responsabilità trasmettere ai figli.
Questa scelta tra il bene e il male è una scelta tra il costruire e il distruggere. Per ottenere il bene servono forza, coraggio e una ferma volontà, perché spesso è un’attività che va contro le istanze del corpo. La carne, attratta dalla forza di gravità, procede verso il basso, mentre lo spirito sale verso l’alto. Per costruire ci vuole molta più forza e capacità che per distruggere: per abbattere un palazzo basta una carica di dinamite, ma per edificarlo serve ben altro.
Lo stesso vale per il bene e il male. Chi compie il male fa notizia e finisce subito in prima pagina, mentre chi fa il bene agisce silenziosamente e quasi nessuno lo viene a sapere. Pensiamo a quanti sacerdoti e laici dedicano la vita per offrire supporto nei luoghi più poveri del mondo, a contatto con malattia e miseria. Chi parla di loro? Quasi nessuno. Ciascuno di noi è chiamato a dare il proprio contributo per migliorare il mondo, con i talenti che Dio gli ha donato, perché, come dicono le Scritture, “a chi è stato dato, molto sarà richiesto”.
