Camminare in montagna e riscoprire il dono della vita

Ho riflettuto sulle lunghe passeggiate in montagna della mia breve vacanza estiva.  Non sono state semplici camminate, ma una vera e propria forma di preghiera espressa con la fatica e la disciplina, arricchita dai tanti incontri con altri “camminatori”. Ricordo alcune parole di Papa Francesco, quando parlava della vita e la paragonava ad un buon camminare. “Un’anima che non cammina nel bene, finisce nella mediocrità e nella miseria spirituale”.

Le mie camminate in montagna attraverso un tracciato meraviglioso di boschi, il percorso del lungo Avisio nella val di Fassa, sono state l’occasione di incontrare “ricercatori interiori”. Persone che come me non si accontentano dei comodi paradigmi del materialismo e cercano il divino nella natura. Le percepisco come persone coraggiose, pronte a mettere in discussione i propri schemi mentali, perché il mondo della spiritualità è per i coraggiosi.

In questo camminare e pregare (molto spesso ho recitato il Santo Rosario) ho scoperto come la preghiera è uno strumento potentissimo di crescita. Sebbene per il nostro ego possa sembrare un controsenso, la preghiera porta con sé un grande insegnamento: l’umiltà intellettuale. Anche la recitazione delle piccole orazioni che abbiamo imparato da bambini è una pratica molto più importante di quanto possa sembrare, capace di portare sorprese inattese.

Lungo alcuni difficili percorsi, io e mia moglie ci siamo resi conto di una verità fondamentale: da soli, non ce l’avremmo fatta. Ci siamo affidati e ci siamo affidati ad altri. E cosi ho riflettuto che i sogni prendono corpo davvero – nella vita e nel lavoro – solo quando la volontà diventa corale e quando siamo in tanti a sognare una meta. 

Questi giorni trascorsi con mia moglie sono stati carichi di schietta umanità, in cui abbiamo imparato ad affidarci alla Provvidenza, a tramutare la stanchezza in energia positiva. Ogni momento di questa vacanza mi ha mormorato con forza che la vita è la più alta e stupefacente manifestazione dell’amore di Dio e che il nostro camminare è un pellegrinaggio per ritornare a Lui.

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