Agorà per Paolo di Tarso

Quando un Vescovo e 12 imprenditori raccontano "In cammino con Paolo di Tarso"

       MICHELE CRUDELE   — Direttore Poggiolevante, ASIRID, AGORA’

  Il visionary che ha trasformato il collegio in un laboratorio di eccellenza umana e digitale:  “Il nostro motto è: sviluppare il Sud con i talenti del Sud. Ma se il Sud poi non sa accogliere, è chiaro che se ne vanno. Questo è il rischio che corriamo. Abbiamo pensato che oltre a formare gli studenti, noi dobbiamo anche aiutare i gestori delle aziende, gli imprenditori, a creare un ecosistema che consenta a questi ragazzi di essere contenti di lavorare qui.” 

       DOMENICO CONTE   — Studente, Oggi Professional ASIRID

  Il giovane che il collegio ha formato, che ha scoperto come il lavoro in squadra sia la vera competenza: “Quello che mi ha convinto a rimanere è stato che per me il collegio è sempre stata casa. Mi trovo 30 fratelli con cui vivere per un anno intero e questo non è una difficoltà. È un modo per crescere, per sapere come comportarsi con gli altri, per il rispetto degli spazi comuni. Questo mi ha avvantaggiato parecchio nel mondo lavorativo.” 

      MIMMO GERMINARA   — Studente Researcher ASIRID

  Il giovane che incarna l’innovazione e la metodologia che i progetti ASIRID insegnano: “Questo è solo una piccola parte di tutto quello che si può fare e che ridonda a beneficio dell’azienda. Questo sistema di realtà virtuale aumentata può essere applicato all’ambito aziendale, ma anche venduto. Tutto questo è stato possibile grazie all’esperienza accumulata lavorando per le vostre aziende.” 

      GIANNI SEBASTIANO   — Moderatore, Esperto di IA

  L’intellettuale che legge Paolo attraverso la Lens dell’innovazione tecnologica e della spiritualità del lavoro: “L’elemento importante di questo libro è questa forte mescolanza fra la dimensione spirituale e la dimensione del lavoro, dell’essere imprenditori, manager o collaboratori in azienda. Se ci pensate, passiamo mediamente più di 8 ore della nostra vita al lavoro. Separare la dimensione della nostra spiritualità rispetto a queste 8 ore sarebbe un po’ schizofrenico. Roberto sottolinea questa unione di fondo, questa unità di vita.” 

      DOMENICO FAVUZZI   — CEO

  Il leader che vede in Paolo la risposta ai dilemmi contemporanei dei giovani:    “Noi siamo qui anche per creare un ecosistema che realizzi nell’ambito delle aziende quel quell’ambiente nel quale i giovani possano trovare il giusto equilibrio tra l’unità di vita, come chiama Roberto, e anche le proprie aspirazioni professionali. Oggi probabilmente l’unicità non è più vera. I giovani hanno delle personalità più polemiche, vogliono esprimere tutte le loro sensazioni, tutte le loro creatività in un ambiente di lavoro creato proprio per loro.” 

      ANTONIO GALEONE — Manager, Fase Conclusiva Carriera

  L’imprenditore che scopre nella vita di Paolo il manuale per il suo distacco consapevole : “Ho trovato due processi esattamente sovrapponibili al momento professionale che vivo. Il 13: l’addio a Mileto su successione e generatività. Paolo mi ha posto degli interrogativi sulla mia persona. Hai servito più le persone che il tuo prestigio personale? Stai lasciando una eredità di autonomia e integrità morale? Spero di poter dire insieme a Paolo: ‘Ho combattuto la mia battaglia, ora la corsa continua con le gambe dei miei collaboratori’.” 

      AURELIA MICCOLIS   — Direttore Generale

  L’imprenditrice che vede nel libro un manifesto della trasformazione consapevole:    “Non è un semplice libro: per me è un manuale di istruzione, uno di quei libri da tenere sempre con sé perché in un momento in cui la nostra quotidianità è così frenetica, è difficile soffermarsi ad ascoltarci e ad osservarci. Sintetizzerei il tuo libro dicendo che è come mettere la parola fine all’epoca del risultato a tutti i costi. Invece diventa manifesto il modo di agire, l’agire giusto, l’agire con senso, dove la responsabilità diventa il potere di fare la cosa giusta.” 

      ATTILIO CAROLI CAPUTO   — Imprenditore, ha donato il libro a tutti i partecipanti

  L’uomo che, pur non potendo leggerlo subito, riconosce il valore profondo della formazione spirituale del leader: “Grazie per questo luogo. Perché in queste difficoltà che noi affrontiamo ogni giorno non so sinceramente come si riesce a fare perché c’è sicuramente una magia. Noi siamo grati, almeno personalmente, a tutto quello che l’Opera ci ha permesso di portare avanti e mantenere dei valori che magari con difficoltà riusciamo a trasferire nell’azienda.” 

      CESARE DE PALMA   — AD

  L’imprenditore che ritrova in Paolo il testimone dei valori veri: “È una storia di un vero manager che è diventato imprenditore, che ha seguito i dettami dei suoi valori, di ciò che riteneva giusto e quindi ci ha lasciato un percorso di testimonianza che solamente i giusti possono intraprendere. Io dico sempre che la mia soddisfazione non è il guadagno, ma è la felicità di coloro che lavorano con me.” 

      DANIELE DEL GENIO   — Imprenditore

  Il manager che ascolta Paolo come voce guida interiore: “Roberto ho sentito la tua voce mentre leggevo. Era come salire una scala che però aveva i gradini piccoli piccoli, per cui è stato molto facile. Ho ritrovato te nella polarità teoria e pratica, spiritualità e pragmatismo. La prima cosa che proprio ho vissuta è la speranza. La speranza va nutrita, altrimenti come una pianta non cresce. L’ultimo concetto che mi sono appuntato è quanto è importante l’autenticità e la coerenza dalla visione alla pratica quotidiana.” 

      ELISA CAPOZZI   — CEO

  L’imprenditrice che scopre in Paolo l’insegnamento della pratica come fonte di credibilità: “C’è un passaggio che mi ha molto ispirato: ‘L’autorevolezza che nasce dalla competenza pratica. Il lavoro ordinario non è un ostacolo alla missione, ma lo strumento principale per renderla libera e credibile’. Nel mondo caratterizzato da turbolenza come regola, chi fa vince. L’attuazione comanda, l’attuazione rende esperti, rende maturi, capaci di pianificare veramente i risultati.” 

      GIUSEPPE FUMAROLA   — Manager Storico, Lettore di Tutti i Libri di Roberto

  L’uomo che ha una sola critica costruttiva: la mancanza di donne tra i maestri citati:  “Ho fatto delle ricerche sui tuoi maestri. Ho riportato 26 persone: 21 americani, un canadese che peraltro lavora in America, un indiano che anche lui lavora in America, un olandese, un francese, un austriaco. Poi dietro ci sono 17 libri da leggere: di nuovo 14 americani, un inglese che lavora negli USA, un italiano, un tedesco, ma una sola donna. Vabbè, dobbiamo assortire meglio.” 

      MICHELE SCOPPIO   — AD, Manager, Ricercatore di Senso

  Il leader che scopre in Paolo l’antidoto all’autoreferenzialità: “Mi ha colpito molto il dramma dell’imprenditore vittima e prigioniero del suo ego. L’impresa non è sua. L’impresa è di tutti i suoi portatori di interesse. L’altro elemento che mi ha colpito è la santità del fare. Il vero risultato è santo quando non muore chi lo ha generato. La capacità dell’imprenditore deve essere quella di generare qualcosa che sopravviva a se stesso.” 

       NICOLA MELE   — Neo-Imprenditore del Vino

  Il giovane che legge Paolo come permesso di trasformarsi: “Mi hai fatto scoprire San Paolo. Non come una persona perfetta, una persona che non compie mai alcun errore, ma come una persona che ha tanti dubbi, incertezza, inciampa, zoppica, si fa delle domande, ha delle tentazioni. Mi è capitato di dover dire addio a un socio, a un mentore, a un amico fraterno perché le vostre visioni non coincidevano più. E quello mi è servito per capire che l’impresa è un organismo storico che non dovrebbe puntare al profitto come fine, ma come strumento per servire l’umanità, la storia, la crescita del bene comune.” 

      PIERINO CHIRULLI   — Imprenditore Filosofo

  L’uomo che pone la domanda che nessuno osa fare: quanti leader sono ancora nel Paolo “prima”?  “Voglio parlare del primo Paolo, cioè il Paolo prima della conversione. Io ritengo che il mondo in questo momento ci sono più disgraziati che il Paolo successivo. Mi trovo molto nel Paolo dopo, però penso che ci dobbiamo fare una domanda in questo momento storico: ‘Ma quanti imprenditori sono nel Paolo dopo e quanti sono nel Paolo prima?'” 

      ROBERTO TORELLI   — Manager, Lettore Attento

 Il leader che ritrova in Paolo il maestro del distacco consapevole e della generatività: “Mi ha colpito il processo 13 su successione e generatività. Quando l’ego si trasforma in qualche cosa che non ti fa generare nuovi leader, allora lasciare la propria azienda è un dramma. Paolo con Timoteo e Tito fa proprio questo a Mileto. Mi ha colpito anche perché investire tempo nella formazione, anche se non è immediatamente tangibile, è fondamentale. Accettare che le cose vengano fatte in modo diverso da come le hai fatte tu. A volte meglio, a volte anche in modo differente, semplicemente.” 

       ARCIVESCOVO GIUSEPPE SABRIANO   — Pastore, Lettore Profondo

  La voce della Chiesa che ritrova nel libro una profondità spirituale rara nel management contemporaneo: “Chi si accosta a Paolo deve essere un incosciente o un audace. Io credo che Roberto sia audace più che incosciente. La sfida che l’intelligenza artificiale lancia alla società di oggi è ritrovare il valore dell’umano. Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi. Quando noi dimentichiamo il senso profondo delle cose, rischiamo di diventare un assoluto che soffoca la vita che sta intorno a noi.” 

  Sul distacco e la generatività:  “Quando il Signore ha creato l’uomo e la donna e gli ha affidato attraverso il lavoro la custodia del creato, gli ha detto: ‘Crescete e moltiplicatevi’. Non gli ha detto ‘Statevene belli, tranquilli e godetevi la vita’, ma gli ha messi dentro una spinta tensionale verso il futuro dove la custodia, cioè l’amore della realtà affidata, diventava una realtà dinamica, non asfittica, non autoreferenziale, ma chiamata a generare nuovi processi e nuovi percorsi.” 

      GIANNI SEBASTIANO   — intervento Finale

  L’intellettuale che porta la riflessione sulla lentezza del pensiero: “La lezione che ho portato con me stretta, che non vorrei più perdere della lettura del tuo libro è quello che Franco Cassano chiamava il pensiero lento, il pensiero meridiano, la lentezza del pensiero. Questo mi ha permesso di fermarmi e immergermi in un’epoca senza la fretta del dover capire necessariamente. Ti ringrazio perché è stata una riscoperta di una dimensione che molto spesso con l’intelligenza artificiale che è molto veloce noi tendiamo a dimenticare: la bellezza dell’approfondimento, dello stare con noi stessi.” 

       ROBERTO LORUSSO   — L’Autore, Testimone della Grazia

  L’uomo che spiega come il libro è nato da una relazione che lo ha trasformato: “Chi mi conosce sa che leggo la parola di Dio tutti i giorni per almeno 10 minuti. Ho letto ripetutamente gli Atti degli Apostoli e le lettere di Paolo e mi hanno travolto. È venuto fuori questo grande desiderio di prendere quello che ho imparato dalla relazione con i miei clienti e metterlo a fattor comune, di rileggerlo con San Paolo.” 

  Sulla dedica e sul dono:  “Voglio ringraziare Nico Leone a cui ho dedicato il libro. Lui, quando ero giovane imprenditore a 25 anni, mi ha consentito di mettermi in gioco. Ma soprattutto mi parlava della parola di Dio, mi parlava di San Paolo. Scrivere un libro è sempre un restituire qualche cosa. Non puoi essere egoista. Hai imparato una cosa, la devi donare. Stasera voi, con i vostri interventi, avete fatto altrettanto con me.” 

EPILOGO: IL SENSO DEL CAMMINO

L’evento di Poggiolevante non è stato una presentazione editoriale. È stato un riconoscimento collettivo: che il vero problema degli imprenditori contemporanei non è trovare strategie migliori, ma ritrovare il   senso   per cui lottare.

Ogni intervento ha detto la stessa cosa con parole diverse:

–   Non basta vincere; bisogna vincere per qualcosa 
–   Non basta comandare; bisogna generare altri capi 
–   Non basta lavorare; bisogna scoprire la santità del lavoro quotidiano 
–   Non basta accumulare; bisogna lasciare un’eredità 

La figura di Paolo di Tarso —convertito, resiliente, generativo, saggio nel distacco— diventa il ritratto del leader che il Sud italiano ha disperatamente bisogno.

E Poggiolevante, con i suoi giovani talenti, con i suoi laboratori di innovazione, con il suo ecosistema imprenditoriale emergente, diventa il luogo dove questo cammino continua.

In cammino con Paolo di Tarso non è un libro sulla religione. È un manuale per chi ha il coraggio di essere completamente se stesso—nel lavoro, nella famiglia, nella comunità—senza scismi, senza doppiezze, senza la tragedia della schizofrenia moderna.

La sintesi dell'incontro in 1 minuto

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