Non credo la conoscesse ma di certo la praticava. Ma se Adriano Olivetti, fosse qui con noi oggi e potesse conoscere la metodologia OSO, sono certo che ne sarebbe un convinto sostenitore e, probabilmente, ne vedrebbe una profonda affinità con il suo stesso approccio all’impresa e alla vita. Ecco cosa direbbe:
- Sull’Approccio Olistico:
Olivetti riconoscerebbe immediatamente il valore di considerare l’impresa come un organismo vivente, un “tutto unico”. La sua visione era quella di un’azienda che fosse al contempo all’avanguardia tecnologica, leader di prodotti, radicata nel territorio e nella comunità, e con al centro la persona umana e la sua valorizzazione, accogliente verso i poveri e capace di generare molti profitti.
Questo suo “umanesimo integrale” e la sua “economia civile” sono il cuore dell’approccio olistico, che non separa profitto da benessere delle persone e impatto sociale e ambientale. Per lui, l’obiettivo era il “benessere” per l’intera umanità, non solo l’arricchimento di pochi.
- Sull’Approccio Sistemico:
Olivetti, pur non usando i termini moderni come “System Dynamics,” aveva una comprensione innata delle interconnessioni e dei cicli causa-effetto all’interno dell’organizzazione. La sua capacità di integrare innovazione, comunità e valore umano dimostra una visione sistemica che vede le relazioni tra le parti anziché i singoli elementi.Il suo modo di concepire la “Comunità” e di coniugarla con le scelte imprenditoriali, senza rimanere “invischiato nella ripetizione degli schemi e dei paradigmi”, è perfettamente in linea con il pensiero sistemico che cerca di risolvere i problemi alla radice.
- Sull’Approccio Omeopatico:
Sebbene non si parli esplicitamente di “piccoli passi” in senso stretto, l’intera filosofia di Olivetti era improntata a un cambiamento profondo ma rispettoso dei ritmi umani e della crescita sostenibile. La sua famosa frase “Gli animali si addestrano. Le persone si educano” rispecchia l’idea di interventi che mirano alla crescita integrale della persona, non a soluzioni rapide e superficiali.
Il suo impegno nel costruire un’impresa che fosse una “famiglia estesa”, dove il dialogo e l’ascolto erano centrali, indica una predilezione per un approccio graduale e mirato, che cura le relazioni e il benessere, elementi essenziali per cambiamenti duraturi.
In sostanza, Adriano Olivetti vedrebbe nel Paradigma OSO la formalizzazione di quei principi etici, umani e strategici che egli stesso ha vissuto e promosso, e che mirano a costruire un’impresa che sia “la migliore in cui lavorare e progredire”, producendo valore per tutti gli stakeholder e per la società nel suo complesso.
