L’innovazione vera si fa in rete - robertolorusso.it

L’innovazione vera si fa in rete

La vera grande innovazione della modernità è quella di aver creato la rete internet, il web, che permette di condividere e scambiare conoscenza in maniera orizzontale. Alcune innovazioni non sono reali, perché le imprese che le attuano sono autoreferenziali e non etero riferite. Queste ragionano sul prodotto senza pensare all’impatto che produce su ambiente, società ed economia. 

Si può sintetizzare così, il pensiero di Michele Buono, pugliese e autore della trasmissione di rai tre “Report”, intervenuto nel convegno “Innovate o Evaporate”, organizzato dal dipartimento di psicologia dell’Uniba insieme al consorzio di imprenditori pugliesi “Costellazione Apulia”, nell’ambito del progetto Di.Co.Te. (DIscorsi in COmunità di pratiche attraverso le Tecnologie).

Il prodotto in sé non può essere innovativo, ma diviene tale solo se inserito in un contesto più ampio che lo valorizza. Ad esempio, un automobile che consuma meno non porta innovazione se non viene ripensata la viabilità del territorio in cui viene distribuita.

Verso la metà degli anni ’90 si è parlato di management innovativo, che riteneva obsoleto il concetto di lavoro dipendente. Per cui, si cercò di spingere i giovani a diventare imprenditori di sé stessi con la conseguente apertura di nuove partite iva. L’innovazione in questo caso fu falsa, poiché ci fu solo uno spostamento finanziario.

Un esempio di innovazione reale, che ha riportato Michele Buono, è quello dei cosiddetti “Ribelli dell’Energia” della Germania. Questi si sono spinti oltre la criticare dell’uso dell’energia nucleare, trovando soluzioni alternative e pratiche. Non lo hanno fatto come singoli, ma in rete, fino a diventare una cooperativa che oggi è la terza distributrice di energia elettrica della Germania.

E’ importante sottolineare come nella cooperativa ad ogni testa equivale un voto, che ha lo stesso peso, al di là della quota di capitale posseduta.

Fattore cruciale di questa esperienza è la rete, ma non solo. La realizzazione della rete energetica è stata possibile attraverso l’intervento di una banca, che, attraverso il finanziamento del progetto, è tornata a fare il mestiere antico della banca.

Purtroppo oggi siamo abituati a pensare che le banche debbano solo emettere derivati e titoli, alimentando un sistema finanziario che è piuttosto recente. Tale sistema, con la complicità dei governi, ha cancellato tutte le norme che regolavano il proprio funzionamento, divenendo quindi incontrollabile e, dunque, pericoloso.

Allo stesso modo, in quest’ultimo periodo, si parla molto di energia rinnovabile, ma all’aumentare degli impianti diminuisce l’energia prodotta dagli impianti stessi.  Infatti, quando aumenta la tensione (situazione molto frequente), la prima azione è quella di staccare gli impianti che producono rinnovabile.

Esempio da seguire, invece, è quello della Germania: l’energia è organizzata come la rete internet con apparecchi che comunicano tra loro per programmare l’efficienza dell’energia, generando, quindi, una rete intelligente.

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