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Non sempre lo Stato e/o gli Enti preposti, nell'ambito del proprio territorio, svolgono il compito urgente di offrire ai cittadini la garanzia di non essere esposti ad agenti inquinanti o a rifiuti tossici. Lo Stato dovrebbe, con azioni concrete, prevenire o scoraggiare, aumentando la pressione fiscale, quelle attività d’impresa che comportano il degrado dell'atmosfera, della biosfera e danneggiano la salute. La salute e l’ambiente, per essere tutelate, hanno bisogno che le imprese facciano parlare fra loro l’innovazione e l’etica. Non sempre si ha presente, quando si prendono decisioni per lo sviluppo, che l'ambiente è in realtà “risorsa” e contemporaneamente “casa” per tutti gli uomini. Le possibilità di eliminare i fattori d'inquinamento e di assicurare condizioni di igiene e di salute adeguate per le persone che vi lavorano e per le comunità che le ospitano è alla portata di tutte le imprese.
Un’impresa rispettosa dell’uomo e dell'ambiente è una impresa sana (moralmente e socialmente) perché non persegue l'obiettivo del profitto a tutti i costi. Infatti, oltre alla funzione tipicamente economica, l'impresa svolge anche una funzione sociale, perché è luogo dove si generano occasioni di incontro e di collaborazione, nonché di crescita e di valorizzazione delle capacità delle persone coinvolte. La dimensione economica dell'impresa è pertanto condizione per il raggiungimento tanto di obiettivi di profitto, quanto di obiettivi sociali e morali, che vanno perseguiti congiuntamente.