Che cosa pensava Pietro Barilla della sua impresa. - robertolorusso.it

Che cosa pensava Pietro Barilla della sua impresa.

Di solito quando vogliamo parlare di Economia Civile, facciamo riferimento ad Adriano Olivetti. Ma io questa volta vi parlo di Pietro Barilla. In realtà, faccio parlare lui.

Di seguito potrai leggere due risposte che Pietro Barilla ha dato al suo amico Alberoni (conversazione tratta dal libro: Pietro Barilla – Tutto è fatto per il futuro andate avanti con coraggio. Rizzoli Milano 2014.

Queste risposte le dedico a quanti ancora oggi non hanno il coraggio e l’audacia di essere veri imprenditori di successo.

Alberoni: Che cos’è per te una impresa?

Pietro Barilla risponde:

E’ una comunità formata da uomini e donne uniti da un comune scopo, una comune meta, da una comune apparenza. Troppo spesso dimentichiamo che qualsiasi impresa, qualsiasi istituzione è formata da esseri umani che si sentono forti quando si sentono uniti, quando hanno una meta comune.

Tutti vogliono sentire che il loro lavoro ha un significato, un valore. Una impresa si espande, cresce, ha successo quando tutti i dipendenti, dal presidente in poi, sono orgogliosi di appartenervi e contribuire al suo sviluppo.

Questo ho sempre voluto che fosse la Barilla. E così ho sempre cercato dei dirigenti che fossero stimati dai collaboratori, dei dirigenti che i dipendenti eleggerebbero loro stessi.

Una azienda prospera quando tutti sono ragionevolmente sicuri che la loro attività viene capita, apprezzata, premiata, con equità, con giustizia. Quando la gente, a tutti i livelli, si stima, si rispetta, quando, anziché odiarsi, collabora, quando si aiuta, quando non mente, quando non si invidia. E non bastano le parole e le dichiarazioni di principio per motivare le persone, percjhè queste si accorgono quando i fatti non corrispondono alle dichiarazioni, quando i dirigenti fingono di essere convinti, ma sono in realtà falsi e ipocriti. Io queste persone non le ho mai assunte, e se le ho assunte, poi ho fatto in modo di allontanarle appena possibile.

Alberoni: Per molti l’impresa è una pura entità economica in cui si lavora o per avere un vantaggio o un guadagno.

Pietro Barilla risponde:

E’ la definizione che danno gli economisti o i finanzieri, per cui l’impresa si riduce al denaro che ne puoi ricavare. Ma nella vita reale non è così. Nessuna impresa può crescere, prosperare, arrivo a dire sopravvivere, se non è animata da una meta, un ideale, sentimenti, sogni, valori.

L’insegnamento che ho tratto dalla mia vita, dall’infanzia sino ad oggi, e a cui mi sono improntato, è che una impresa non è solo “una entità economica”, cementata da interessi, ma una “comunità morale” radicata nel suo territorio.

Quando si spezza la comunità morale, e la società resta unita solo dalla ricerca del potere e del guadagno, dall’orgoglio, dalla ipocrisia e dall’inganno , il suo destino è segnato: lentamente declina, sprofonda nella mediocrità, alla fine fallisce.

Il lavoro di tutti è come tanti mattoni con cui puoi costruire e sviluppare l’azienda. Ma i mattoni devono esser uniti, legati, in rapporto solidale fra loro. Gli uomini devono lavorare insieme, in squadra.

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