Persone normali che sono eccellenti
Le persone normali possono diventare eccellenti. Non è detto che le persone che si dicono eccellenti siano persone normali. A chi mi riferisco quando parlo di VNP (Very Normal Person)? Mi riferisco a tutte quelle persone che sono in cammino in un percorso di miglioramento continuo senza fine.
Trattasi di un percorso da fare a piedi, altrimenti non si gustano tutti i particolari, non ci si può fermare a festeggiare le piccole vittorie. Se si viaggia con mezzi veloci per abbreviare il tempo in realtà non si ha apprendimento, ma solo smania di diventare subito persone eccellenti. L’eccellenza, invece, vuole essere raggiunta a piedi e come tutti i lunghi percorsi aspetta da noi che si faccia il primo passo. Si, perché tutto quello che è grande inizia piccolo ed un lungo viaggio inizia sempre con un passo.
L’essere persone eccellenti è un desiderio universale, e questo perché nessuno di noi è stato creato per essere un mediocre; ciò che è importante è la decisione a volerlo essere.
La decisione di diventare persone eccellenti è cosa di un istante; diventarlo realmente è opera di tutta la vita. Le capacità per essere migliori, che abbiamo ricevuto tutti sin dalla nascita, aspirano a crescere e a manifestarsi in opere e a produrre frutti che in ogni momento corrispondano al nostro desiderio di eccellenza. Ma sappiamo che non sempre obbediamo alla nostra volontà, e che spesso ci si ferma, siamo stanchi, ogni tanto si commettono errori. È quindi indispensabile essere disposti a ricominciare, a ritrovare, nelle nuove situazioni della nostra vita, la luce e l'impulso della prima decisione. E questa è la ragione per cui dobbiamo imparare a fare costantemente un approfondito esame (come quelli che si fanno quando nelle aziende verifichiamo lo stato di applicazione del sistema qualità), chiedendo a chi ci circonda di aiutarci nel nostro cammino.
Se vogliamo diventare persone eccellenti dobbiamo:
1. avere sogni da realizzare
Il vero inferno non è il luogo che tutti ci hanno raccontato con fiamme arrabbiate e gente che urla per le torture e i dolori delle pene subite; no, il vero inferno è un cuore vuoto, senza ideali. Il vero inferno è il vuoto esistenziale che tormenta le persone; è la solitudine senza senso che le persone tentano di riempire invano (con il possesso delle merci, con le passioni, con gli stupefacenti, ecc), ma che non può essere riempita se non con ideali e con il desiderio di vivere per gli altri.
Benjamin Mays[1] ha scritto: “Dobbiamo tenere presente che la tragedia della vita non è il mancato raggiungimento degli obiettivi. La tragedia consiste nel fatto di non avere obiettivi da raggiungere; non è una disgrazia morire portando con sé i sogni non realizzati, al contrario lo è certamente l’incapacità di sognare.”
Le persone normali che sono eccellenti, hanno i piedi ben piantati per terra, conoscono molto bene la loro realtà, il contesto che le circonda, i loro mezzi, ma non smettono mai di sognare. Hanno un cuore che punta molto in alto e riescono a raggiungere mete impossibili.
Friedrich Wilhelm Nietzsche[2] diceva: “chi ha una ragione per vivere troverà sempre il modo per metterla in pratica”.
Le persone normali che sono eccellenti, iniziano con il riscoprire la loro dote naturale di avere ideali; riprendono a sognare e poi, dall’essere una leggera brezza del mattino, diventano autentici cicloni.
2. avere una vocazione da scoprire
Penso, anzi ne sono certo che tutti noi non siamo frutto della casualità. Abbiamo una vocazione ed abbiamo una missione da compiere. Banale? Non direi? Anche perché quando ci facciamo questa domanda i casi sono due: o non sappiamo rispondere o ci mettiamo tanto tempo per trovare la risposta. In effetti, abbiamo una vocazione da scoprire. Di solito proviamo a darci una risposta che per un attimo ci tranquillizza ma in realtà poi ci diciamo: ma è la mia risposta? È quella vera? Allora proviamo a farci qualche domanda: se lascio ai miei figli un mondo peggiore o uguale a come me lo hanno consegnato i miei genitori che senso ho dato alla mia vita? Se i miei amici, i miei collaboratori, i miei colleghi, sono poveri o più poveri di quando mi hanno incontrato, che senso ho dato alla mia vita?
Poi pensiamo in silenzio: Voglio essere un grande personaggio. Questa è la mia vocazione. Voglio fare il presidente del consiglio per cambiare questa Italia. Voglio essere ricordato nel tempo. Voglio dare il mio contributo al progresso dell’umanità….
Le persone normali che sono eccellenti, hanno una grande vocazione: amare smisuratamente il prossimo, in silenzio.
3. avere il bene comune da realizzare
La comunità in cui si vive (oggi, il mondo globalizzato) è afflitta da sofferenze, ingiustizie e gravi povertà. Non è possibile pensare di vivere fuori da questo mondo. Tutti siamo responsabili (con le nostre piccole azioni quotidiane) dello stato attuale delle cose.
Le persone normali che sono eccellenti, lottano instancabilmente e mettono in gioco la loro vita per ottenere un “mondo migliore”. Lo fanno nella normalità della vita di ogni giorno. Combatto la povertà educando l’indigente, promuovo la raccolta di fondi, si prodigano per realizzare condizioni di benessere, non tollerano l’ingiustizia sono sempre alla ricerca della verità. Partecipano alla vita politica dedicando tempo e fornendo contributi.
Il patto del silenzio (la mancata partecipazione attiva) non significa altro che approvare le ingiustizie che ci circondano.
Le persone normali che sono eccellenti, vivono, esercitando senza apparire, il più alto grado di solidarietà.
4. avere una creatività da esercitare
Pensiamo per un attimo a quando ci vengono idee “vincenti”, o comunque a quei momenti che noi diciamo creativi (abbiamo trovato la soluzione). Ma soprattutto pensiamo a quel momento in cui abbiamo realizzato di fatto la nostra idea (il nostro progetto frutto della nostra creatività). Il livello della soddisfazione è altissimo, emozioni mai provate prima.
La parte feconda (produttiva, geniale) del nostro essere è la nostra creatività. È ciò che ci rende più vicini a Dio (attenzione a non esagerare!) ed è ciò che ci fa sentire utili (anche importanti) per gli altri, ci consente di aumentare la nostra autostima e di dare avvio a un circolo virtuoso ci mette nelle condizioni di essere sempre alla ricerca di nuove idee, nuove soluzioni, nuovi atti creativi.
E’ meglio dire subito che per non esagerare nel circolo virtuoso (altrimenti potremmo pensare di essere onnipotenti) bisogna introdurre un effetto di retroazione che si chiama umiltà. Infatti la creatività ne fa un grande uso. Pensate a tutte quelle volte che per realizzare qualche vostro progetto avete provato, sbagliato, riprovato.
Le persone normali che sono eccellenti, esercitano la loro creatività e la trasformano in un motore per il cambiamento e miglioramento continuo.
5. avere fallimenti da gestire
Ricordo di aver letto molto tempo fa un autore spagnolo che diceva più o meno così: conosco due categorie di persone, quelli che non falliscono mai e quelli che hanno sempre successo. E continuava: alla prima categoria appartengono quelli che non falliscono mai perché non tentano mai nulla, alla seconda appartengono quelle persone che falliscono così tante volte da assicurarsi sempre il successo. Tomas Alva Edison ha inventato la lampadina dopo 5 milioni di tentativi.
Cos’è quindi l’insuccesso? La spiegazione chiara di come non si devono fare le cose, e quindi la rappresentazione del nuovo modo di agire per ottenere i risultati desiderati. Il fallimento di cui si sono capite le cause rappresenta la base del successo.
Le persone normali che sono eccellenti, sanno che questa è la strada più sicura per ottenere ciò che desiderano.
6. avere un carattere da forgiare
Ogni giorno facciamo buoni propositi, per migliorare qualcosa di noi. Iniziamo con la palestra 2 volte alla settimana, terminiamo con l’andarci 1 volta al mese. Anche quello che ci proponiamo di fare al mattino appena alzati, durante il giorno diventa un ricordo.
Adesso, pensiamo a un obiettivo di miglioramento qualsiasi e decidiamo di tarare la nostra performance giornaliera all’ 1%. Se restiamo costanti, il nostro miglioramento sarebbe del 365%. Direi anche troppo. Allora pensiamo solo allo 0,4%; il nostro miglioramento è quasi del 150%. Un bella cifra che ne dite. Allora perché nella vita non riusciamo a raggiungere i nostri obiettivi di miglioramento? In fondo l’impegno giornaliero è ridicolo.
In realtà noi vorremmo migliorare la qualità della nostra vita, dei nostri prodotti, delle nostre aziende, delle nostre comunità, senza fare fatica, senza impegnarci con metodo e sacrificio.
Le persone normali che sono eccellenti, sanno forgiare il loro carattere.
Gli uomini si dividono normalmente i tre categorie: “forse”, “magari”, “posso”.
La prima categorie include i possibilisti: forse ce la posso fare, forse mi aumentano lo stipendio, forse mi danno le ferie ad agosto.
La seconda categoria include i mistici: magari facessi un altro lavoro, magari vincessi alla lotteria, magari potessi stare a casa con i figli.
Queste due categorie complessivamente includo i falliti. Quelli che ogni volta che non riescono a fare qualche cosa trovano mille scuse; purtroppo trattasi di persone mediocri che cercano istintivamente una giustificazione per ogni insuccesso. Sono sempre a recitare il ruolo delle vittime. In realtà rappresentano la più ampia categoria dei perdenti e quindi come sappiamo tutti: “sono parte del problema o dell’insuccesso”
La terza categoria include i vincenti: quelli che hanno sempre una risposta positiva a tutto (sono parte della soluzione o del successo).
Giusto per capirci:
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Vincente |
Perdente |
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Ha sempre un programma di cose fare |
Ha sempre una scusa per non fare |
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Trova sempre una risposta ai problemi |
Vede sempre un problema in ogni risposta |
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Vede una opportunità in ogni ostacolo |
Vede diversi ostacoli in ogni opportunità |
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Dice: “appare difficile, ma è possibile” |
Dice: “forse è possibile, ma è troppo difficile” |
Mi piace descrivere le persone vincenti come i “guanti da cucina” (quello che usano le donne quando fanno i piatti o i servizi di casa). Il guanto si adatta a qualsiasi mano e a qualsiasi servizio (problema da risolvere). E’ facile rendersi conto che il guanto pur assumendo forme diverse non perde la sua essenza. Così sono queste persone, sono sempre le stesse (utili e vincenti) pur cambiando le circostanze ed i problemi.
Le persone normali che sono eccellenti, non aspettano che le cose siano migliorate dagli altri (forse, magari) ma sono capaci di migliorarle (posso) anche con il poco di cui dispongono.
7. avere un giorno da vivere
Oggi si parla tanto di risorse rinnovabili, ebbene il tempo non appartiene a questa categoria.
Se ieri è passato, e domani non sappiamo se arriverà, cosa ci resta da vivere? L’oggi.
Questo non vuol dire che il futuro non deve essere pianificato o non dobbiamo avere sogni, altrimenti diremmo il contrario di quanto scritto al punto 1. Quello che è necessario capire è che per realizzare il futuro che desideriamo non abbiamo altro che oggi. L’oggi è il giorno più importante della nostra esistenza. Da come lo viviamo dipenderà il nostro futuro o il ricordo di noi.
Le persone normali che sono eccellenti, fanno oggi le cose che si devono fare, con il massimo della perfezione possibile e con il massimo dell’amore possibile. Hanno la gioia di tornare a casa stanchi e con la soddisfazione di essersi impegnate al massimo in tutto ciò andava fatto.
Nel privilegio giornaliero del nostro lavoro risiede la possibilità di diventare persone eccellenti.
8. avere opportunità da cogliere
Ci sono persone che attendono che le cose accadano e ci sono altre che fanno in modo che le cose accadono. Esistono persone che dirigono ed altre che vengono dirette. Ci sono persone che cercano le cose ed altre che si aspettano di trovarsele davanti agli occhi. Ci sono persone che in ogni cosa vedono il peggio e ci sono persone che vedono il meglio. In sostanza le opportunità si cercano, si scoprono, si creano, si trasformano in successi.
Le persone normali che sono eccellenti, hanno un approccio alla vita di tipo proattivo ed un atteggiamento mentale positivo. Sono sempre in ricerca, non si attendono nulla, chiedono il meglio ed ottengono il meglio.
Sento la necessità di raccontarvi una storiella che ho ascoltato molti anni fa in un meeting al quale partecipavano persone che si occupavano di multilevel marketing.
La storiella diceva pressappoco così:
Uno speleologo molto appassionato a questa attività portò, un bel giorno, per la prima volta, suo figlio di circa 6 anni in una grotta (non so dirvi se trattavasi delle magnifiche Grotte di Castellana in Puglia). Il piccolo, subito dopo aver lanciato un sasso, scoprì l’eco. Spaventatosi gridò e l’eco gli risposte. Il piccolo gridò ancora più forte e allo stesso modo rispose l’eco. A questo punto il bambino, fortemente impressionato chiese al padre cosa fosse questo strano fenomeno. Lo speleologo da bravo papà prese in braccio il figlio e gli disse: ascolta ancora mio caro bambino, e gridò “meraviglioso” e l’eco restituiti con la sua voce e con un suono bellissimo “meraviglioso”. Poi continuò e gridò: “splendido (pausa) straordinario (pausa) , eccellente (pausa) , fantastico”. E l’eco rispose con suoni melodiosi e prolungati. Il bambino sorrise e guardando negli occhi il papà chiese: che cos’è, papà? Il padre rispose: E’ la vita, figlio mio; così come la chiami, ti risponde. Tu chiedile il meglio e ti darà il meglio, chiedile il peggio e ti darà il peggio.
9. avere problemi da risolvere
I problemi sono le esternalità negative di un processo (di business o di miglioramento, ecc).
Conoscete imprenditori che contattano esperti per creare problemi? Diciamo che nessuno di noi li ha mai conosciuti perché sappiamo che gli esperti, i consulenti, i manager, normalmente si chiamano per risolvere i problemi. E’ vero però che la capacità di risolvere problemi consente alle persone di fare carriera.
Le persone normali che sono eccellenti, sanno gestire i problemi perché ne hanno pianificato la loro soluzione prima ancora della loro manifestazione.
[1] Benjamin Mays Elia (1 agosto 1894 - 28 marzo 1984) americano, è stato ministro, educatore, studioso , attivista sociale, e il presidente del Morehouse College di Atlanta, in Georgia , dal 1940 al 1967. Mentre prestava servizio come preside della Scuola di Religione presso la Howard University di Washington DC 1934-1940, ha viaggiato in India e ha parlato con Mohandas Gandhi.
[2] Friedrich Wilhelm Nietzsche (15 ottobre 1844 - 25 agosto 1900), tedesco, è stato filosofo, poeta, compositore e filologo classico . Ha scritto critici testi sulla religione, la morale, la cultura contemporanea, filosofia e scienza, mostrando una predilezione per la metafora , l'ironia e aforisma.





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